Friuli Venezia Giulia

il tributo 50 anni dopo il terremoto


Il Comune di Gemona ha conferito la cittadinanza onoraria al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. La cerimonia si è svolta oggi nella sala consiliare di palazzo Botton, nel corso del raduno nazionale dei vigili del fuoco, cinquant’anni dopo il terremoto del 6 maggio 1976 che causò 989 vittime nel Friuli, di cui circa 400 nel centro della Pedemomontana

Una sala carica di storia

La scelta del luogo non è stata casuale. Come ha ricordato l’assessore comunale Loris Cargnelutti, promotore del riconoscimento ed egli stesso vigile del fuoco, nella stessa sala consiliare era in corso una seduta del consiglio comunale proprio la sera in cui si scatenò il sisma. È stato Cargnelutti a leggere la delibera che conferisce “la cittadinanza onoraria del comune di Gemona del Friuli al corpo nazionale dei vigili del fuoco, come riconoscimento del lavoro instancabilmente prestato a favore della comunità di Gemona del Friuli, anche a rischio della propria incolumità, in occasione del sisma che nel 1976 ha duramente colpito il Friuli e segno di riconoscenza dell’intera comunità”.

Tra le premesse della delibera figura anche una frase apparsa su una parete di un edificio danneggiato della città, che sintetizza il legame nato in quei giorni: “I vigili del fuoco hanno visto, hanno pianto, uno per tutti”.

Le parole dei protagonisti

Il capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Eros Mannino, ha accolto il riconoscimento con queste parole: “Il 6 maggio del 1976 non è una semplice data, ma una ferita che provocò 989 vittime e lasciò segni. Eppure, fu l’inizio di una delle pagine più alte della nostra storia civile: i vigili del fuoco, l’esercito e tutti coloro che prestarono soccorso trasformarono la paura in solidarietà. Da quella tragedia nacque un nuovo modello di intervento pubblico”. Mannino ha poi aggiunto: “Quando interveniamo in questi contesti più duri, condividiamo emozioni con le persone che soccorriamo e si creano relazioni umane che rimangono nel tempo e creano un gemellaggio spontaneo che dura per tutta la vita”.

Il sindaco Roberto Revelant ha rivolto un tributo diretto ai soccorritori: “Avete onorato i caduti recuperando le salme sotto le macerie e dato speranza ai vivi sottratti alla morte liberandoli dai ruderi. I vigili del fuoco, coordinati dal Commissario Straordinario onorevole Zamberletti, hanno espresso qualità notevole nell’emergenza, hanno avuto perdite, hanno saputo dare risposta organizzata a un’emergenza terribile”.

Il presidente dell’Associazione nazionale vigili del fuoco, Enrico Marchionne, ha espresso la propria emozione nel ritrovare la città: “Siete una popolazione che ha sofferto. Ritrovo una cittadina che non vedevo da tanto tempo, più bella e più grande: è una gioia pensare che è possibile risorgere da tanta rovina e dolore, questo è merito della magnifica gente di questa terra. Generazioni che si sono impegnate hanno sofferto e dimostrato tutto il proprio valore e ingegno per ricostruire da tanta distruzione, stabilendo addirittura un modello che discende dalla storia, dalla mentalità e dall’impegno dei friulani”.

Il presidente onorario Gioacchino Giomi ha sottolineato la continuità dei valori: “ho apprezzato quanto vivo sia il ricordo e l’amore con cui tutti voi friulani ricordate i nostri padri che ci hanno insegnato a fare il mestiere del vigile del fuoco e trasmetto i valori che cerchiamo di tramandare attraverso l’associazione”.

Alla cerimonia sono intervenuti anche il prefetto di Udine, Domenico Lione, e l’assessore regionale Barbara Zilli, in rappresentanza della regione Friuli Venezia Giulia. Quest’ultima ha ricordato come “Fin dal buio di quella notte abbiamo avuto le mani dei vigili del fuoco a scavare e una popolazione che ha accompagnato all’orgoglio del Fasin di bessoi – Facciamo da soli, la capacità di accogliere l’aiuto”.

La chiusura del raduno

Il raduno si chiude domenica 7 giugno a Gemona, con l’ammassamento dei partecipanti in piazza del Ferro alle 9:30 e, dalle 10:00, la cerimonia ufficiale e la sfilata per le vie della città. La ‘Cittadella della Sicurezza’ in piazza I Maggio a Udine ha ospitato gli spazi esperienziali ‘Casa Sicura’ e ‘Casa degli Errori’ dedicati alla prevenzione degli incidenti domestici, affiancati da una mostra statica di automezzi.


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