Società

Vannacci: “Le mie figlie le ho mandate con orgoglio alla scuola pubblica, ma nessuno ha insegnato l’inno nazionale”

Un attacco frontale al sistema scolastico, accusato di aver rimosso i simboli identitari.

E una polemica che incrocia cronaca e geopolitica, con un riferimento esplicito a un episodio locale legato al conflitto mediorientale. A lanciare la doppia bordata è stato Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, intervenuto oggi in provincia di Lucca.

“Ci stanno negando l’identità”, ha dichiarato il generale durante il suo intervento a Viareggio. “Alle mie figlie che ho orgogliosamente mandato alla scuola pubblica nessuno, a 14 anni, ha insegnato l’inno nazionale”. Un vuoto formativo che, secondo Vannacci, non sarebbe isolato. A sostegno della tesi ha portato un episodio avvenuto nella stessa città toscana, teatro nel 2023 di un omicidio a sfondo terroristico compiuto da un cittadino egiziano.

“Nella città dove è stata compiuta la strage da un islamico, è notizia di oggi che il sindaco ha fatto cantare Free Palestine ai bambini di una classe. Probabilmente sono gli stessi bambini a cui non è stato insegnato l’inno nazionale”, ha aggiunto il leader di Futuro Nazionale.

Il riferimento è a quanto reso noto nelle scorse ore: un’iniziativa didattica in una scuola elementare viareggina, durante la quale alcuni alunni hanno intonato il coro pro-Palestina. Il sindaco, presente all’evento, aveva difeso l’attività come gesto di “sensibilità umanitaria” e di “condanna di ogni violenza contro i civili”. Nessuna precisazione ufficiale è stata finora diffusa dall’amministrazione sulla presunta omissione dell’insegnamento dell’inno di Mameli.

Vannacci ha quindi allargato il tiro: non solo episodi specifici, ma una deriva generalizzata che, a suo dire, cancellerebbe le radici nazionali dai programmi scolastici.


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