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Block Devils agli “ordini” di Carotti: la Sir Safety Perugia non si ferma mai

La Sir Safety Perugia non smette di vincere. E contestualmente di lavorare sodo. Archiviata una stagione piena di soddisfazioni, si è aperta la fase di lavoro relativa alla post season, e programmata dallo staff tecnico bianconero con gli atleti che restano a Perugia. Una fase molto importante per continuare a mantenere il livello fisico e recuperare dai carichi di lavoro a cui sono stati sottoposti i giocatori in questa stagione così compressa.

Periodo cruciale Il preparatore atletico della Sir Susa Scai Perugia, Sebastian Carotti, spiega le varie fasi della programmazione che fa seguito alla chiusura della stagione: «Archiviata una settimana di stop successiva alla Final Four di Torino di Champions League, lunedì 25 maggio abbiamo dato inizio al lavoro di post season che proseguirà fino alla fine di giugno. Si tratta di un periodo che coinvolge tutti i giocatori della prima squadra non impegnati con le rispettive nazionali, oltre ai giovani della società che, una volta terminati i rispettivi campionati nazionali, si uniranno progressivamente al gruppo di allenamento. Alcuni di questi giovani inizieranno la preparazione con la prima squadra nella prossima stagione; per questo motivo, questo periodo assume un’importanza fondamentale anche in ottica futura, permettendo loro di arrivare all’inizio della nuova preparazione in condizioni fisiche ottimali e già inseriti nelle dinamiche di lavoro del gruppo».

Continuità L’obiettivo principale di questa fase è dare continuità al percorso fisico di ogni atleta. Questa finestra di lavoro permette allo staff tecnico di avere molto tempo a disposizione, non solo per lo sviluppo fisico, ma anche per approfondire il lavoro tecnico-tattico in campo. La struttura settimanale è organizzata suddividendo lavoro fisico al mattino e lavoro tecnico in campo nel pomeriggio. «È un periodo estremamente importante – aggiunge Carotti – per sviluppare la forza, lavorando su differenti angoli e modalità di espressione; migliorare la componente tecnica di esercizi ad alta richiesta coordinativa, che durante la stagione spesso non possono essere curati in maniera ottimale per mancanza di tempo; consolidare dinamiche di lavoro che verranno utilizzate durante tutta la prossima stagione; dedicare maggiore attenzione alla componente organica e metabolica, creando una base fisica solida su cui costruire il lavoro successivo della preparazione».

Carichi controllati Un altro aspetto molto importante di questo periodo riguarda la possibilità di intervenire su eventuali problematiche fisiche accumulate durante la stagione. «In alcuni casi, infatti, i giocatori terminano l’annata con piccoli fastidi o limitazioni fisiche che, pur non avendo impedito il lavoro durante la stagione, necessitano di tempo e attenzione specifica. Questa fase – aggiunge Carotti – ci consente quindi di affrontare e migliorare tali situazioni, sfruttando un carico di lavoro più controllato e tempi di recupero più favorevoli. Senza dimenticare che questa fase rappresenta anche una preparazione fondamentale per permettere ai ragazzi di arrivare all’inizio della preparazione estiva in buone condizioni fisiche e con una solida base di lavoro già costruita».

Sintonia Si lavora dunque incessantemente, anche a stagione terminata. È anche in questo frangente che si esprime al massimo il lavoro dello staff tecnico. E il ruolo della preparazione atletica è essenziale. In casa bianconera il lavoro viene costruito quotidianamente da uno staff intero, che lavora in sintonia e nella stessa direzione. Allenatori, preparatore atletico, fisioterapisti, medici, scoutman, team manager e tutte le persone che fanno parte della struttura contribuiscono ogni giorno alla performance della squadra. La preparazione fisica, dunque, non è mai separata dal lavoro tecnico-tattico: tutto viene costruito insieme allo staff tecnico, cercando continuamente il giusto equilibrio tra carico di lavoro, intensità, recupero e prestazione. La gestione delle settimane, dei viaggi, dei momenti di maggiore stress competitivo e delle condizioni individuali degli atleti è il risultato di un lavoro condiviso e coordinato.

Lavoro di squadra E alla fine, anche i risultati raccontano il valore di questo percorso. Se una squadra riesce a vincere dieci titoli in tre anni, se in un’annata si riesce a primeggiare in Italia, in Europa e nel mondo, significa che dietro non c’è solo il talento dei giocatori, ma anche un’organizzazione forte, una metodologia chiara e il lavoro quotidiano di uno staff che opera spesso lontano dai riflettori. Perché nel grande sport, quando tutto funziona, molte cose sembrano normali. Ma dietro quei risultati c’è sempre un enorme lavoro di squadra.

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