Ambiente

Errori comuni delle aziende nel combattere la zona di comfort

Da alcuni anni una delle espressioni più utilizzate nel mondo del lavoro è “zona di comfort”. Si tratta di una condizione psicologica che ci permette di tenerci al riparo da sentimenti di paura e ansia perché percepiamo di avere tutto sotto controllo. Siamo in zona di comfort tutte le volte che sappiamo benissimo cosa fare, lo facciamo con estrema naturalezza, senza sforzi e senza alcun tipo di pressione, in un ambiente in cui ci sentiamo accolti, perfettamente a nostro agio e in cui nessuno ci chiede o si aspetta da noi alcunché.

Nella vita delle aziende la zona di comfort è solitamente descritta come un male da combattere. Ci si lamenta perché il proprio collega non fa nulla che vada oltre la sua zona di comfort e dunque non prende iniziative e non si assume rischi e responsabilità. Ci si lamenta del management che non innova perché preferisce stare nella sua zona di comfort. Ci si lamenta del cliente che non sposa i nuovi prodotti perché predilige la zona di comfort delle vecchie soluzioni.

Neurologi e psicologi ci dicono che siamo i campioni mondiali dell’adattamento, che siamo programmati per cercare una zona di comfort in qualsiasi contesto. Cercare la sfida, cercare lo stress, cercare l’ignoto è una inclinazione rara, costosa, si potrebbe quasi dire “contronatura”. Eppure tutti abbiamo sperimentato nelle nostre esistenze personali e professionali che i “salti”, i grandi passaggi di crescita, arrivano sempre attraverso un viaggio oltre la comfort zone.

La battaglia delle aziende contro la zona di comfort”

Questa consapevolezza induce le aziende a ingaggiare continue battaglie contro la “zona di comodità” che si traducono però spesso in un grande spreco di energie, in malintesi e frustrazioni diffuse. Vediamo quali sono i principali errori di questa “crociata”:

1) Colpevolizzare chi tende ad accovacciarsi beato nella propria zona di comfort, evidenziando questo limite come insuperabile difetto caratteriale e sottolineando continuamente che il compitino del giorno non basta. Questo approccio paradossalmente sortisce l’effetto opposto: mi giudichi, mi fai sentire deludente, depotenzi ulteriormente quel senso di autostima e di autoefficacia che dovrebbe consentirmi di “osare”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »