Professori aggrediti a Parma, indagati e perquisiti i tre ragazzi coinvolti. Uno denuncia i docenti e deposita un nuovo video
I tre minorenni che la scorsa settimana hanno aggredito due professori non lontano da un istituto tecnico di Parma sono stati indagati e perquisiti. Lo ha deciso la procura per i minorenni di Bologna nonostante il professore coinvolto non li abbia denunciati. Il docente, protagonista, insieme a un collega, del video della rissa poi diventato virale, pochi giorni fa ha infatti spiegato di non voler procedere perché, più che di un’aggressione, si è trattato di un “confronto degenerato in lite fra due insegnanti e alcuni ragazzi”.
Non la pensa così, evidentemente, la procura che ha deciso di procedere nei confronti dei tre giovani di 17, 16 e 15 anni che hanno avuto anche sospensioni scolastiche di 30 giorni ciascuno per l’episodio: i minori rispondono a vario titolo di violenza o minacce aggravate nei confronti del personale scolastico nell’esercizio delle proprie funzioni. Al più giovane la procura contesta anche il reato di lesioni aggravate dall’uso di arma impropria: il ragazzino ha infatti utilizzato una cintura con fibbia in metallo per colpire ripetutamente uno dei docenti al torace posteriore.
I fatti risalgono a giovedì scorso e sono stati ripresi in un video diffuso online: nelle immagini si vede il professore inseguito da alcuni ragazzi e un collega intervenire per proteggerlo, bloccando a terra uno studente mentre viene colpito alla schiena dalla cintura. Nei giorni scorsi le abitazioni dei giovani sono state perquisite dalla polizia che ha sequestrato i cellulari e l’abbigliamento indossato il giorno della rissa.
La vicenda, però, non sembra chiusa. Secondo la difesa di uno dei tre, il 17enne seguito dall’avvocata Claudia Pezzoni, ci sarebbe un altro video che permetterebbe di avere una differente interpretazione dei fatti. Per questo la famiglia del giovane ha depositato una denuncia nei confronti dei professori. “La clip – spiega la legale – ci porta all’anteprima di quello che è stato già mostrato, sono i momenti immediatamente precedenti che possono dare una nuova luce al racconto oggettivo, quello che stanno ricostruendo gli inquirenti, non solo il Tribunale dei minori di Bologna che si è già attivato nei confronti dei nostri assistiti, ma anche gli inquirenti che saranno deputati a seguire le denunce che sono state poste in essere da parte delle famiglie, perché ricordiamoci che la verità va cercata su entrambi i lati”.
Anche Virginia Oddi, che difende invece il 16enne, lo studente che nel primo video appare bloccato a terra da un insegnante, segue la stessa linea: “Puntiamo a ricostruire il fatto nella maniera più chiara possibile e dimostrare che la condotta del mio assistito non contiene alcun profilo di rilevanza penale”, dice. Non è escluso quindi che anche gli altri due minori coinvolti possano, nelle prossime ore, sporgere denuncia.
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