Emilia Romagna

Liste di attesa, la regione migliora per tempi di visite ed esami diagnostici. L’assessore: “Siamo sulla strada giusta”


I dati della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa Agenas, relativi all’Emilia-Romagna, raccontano di una regione nella quale migliorano tempi e capacità del servizio sanitario nazionale rispetto alle visite e agli esami diagnostici. A dirlo sono i dati basati su 65 milioni di prenotazioni acquisite in piattaforma tra gennaio 2025 e aprile 2026, relative a tutte le strutture del settore pubblico e del settore privato accreditato in Italia che collocano l’Emilia-Romagna al terzo posto in Italia per quota di prescrizioni di prime visite tradotte in prenotazioni effettive nel servizio sanitario.

Ho provato a prenotare con la sanità pubblica: fino a 490 giorni d’attesa per una visita da garantire entro un mese

“I dati presentati da Agenas – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – dimostrano come il trend in miglioramento della Regione Emilia-Romagna siano frutto del lavoro costante e quotidiano che stiamo mettendo in campo sia con gli indirizzi di carattere regionale sia con il lavoro delle nostre aziende sanitarie. In particolare, c’è la necessità di lavorare sempre di più sulla presa in carico, sulla appropriatezza della prescrizione delle visite di specialistica ambulatoriale e delle prestazioni di diagnostica. Su queste seconde, l’effetto di miglioramento e di raggiungimento progressivo degli indicatori riconosciuti e determinati a livello nazionale e regionale è del tutto evidente”.

“Anche gli indicatori di qualità che fanno riferimento alla prenotazione attraverso il sistema Cup oppure le prese in carico delle situazioni complesse dimostrano come la nostra Regione abbia intrapreso la strada giusta. Confidiamo, inoltre, che l’applicazione costante e capillare dei contenuti dell’accordo integrativo regionale con i medici di medicina generale, insieme al lavoro che stiamo facendo con i professionisti e gli specialisti territoriali e ospedalieri, ci porti al raggiungimento pieno degli standard previsti”, conclude Fabi.

I tempi per visite ed esami

Secondo i dati di Agenas in Emilia-Romagna la percentuale di rispetto dei tempi per le prime visite passa dal 73,7% dello scorso anno al 77,7% del 2026 (il dato nazionale è del 78,7% nei primi se mesi del 2026 contro il 76,1% dello stesso periodo nel 2025). Quanto al rispetto dei tempi per gli esami diagnostici, invece, il dato passa dall’84,3% del 2025 all’89,2% del 2026 (il dato nazionale è dell’84,7% nel primo semestre 2026 contro l’83% dello stesso periodo dell’anno scorso).

Il prospetto racconta che: è dell’83,1% la percentuale di garanzia per le prime visite con priorità U a tre giorni. Quelle, invece, con priorità D, ovvero differite a 30 giorni, registrano una percentuale di garanzia del 77,4%. Un altro elemento è rappresentato dalla bassa percentuale di prescrizioni in classe P (prestazioni programmabili entro 120 giorni), tra le più contenute a livello nazionale. 

Rapporto tra prescrizioni e prenotazioni 

Se a livello nazionale circa il 50% delle prescrizioni si traduce in una prenotazione, in Emilia-Romagna il dato risulterebbe significativamente più elevato. Considerando infatti non solo il flusso delle ricette dematerializzate ma il “prenotato reale”, la Regione supera il 70% di prescrizioni effettivamente trasformate in appuntamenti.

Questi risultati, secondo la Regione, sono il frutto di un lavoro strutturale che ha coinvolto tutte le aziende sanitarie con organizzazione delle agende, digitalizzazione, integrazione dei sistemi e gruppi multiprofessionali per la promozione dell’appropriatezza prescrittiva, in coerenza con le indicazioni nazionali.


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