GB userà l’intelligenza artificiale per verificare l’età dei migranti: è polemica
Il governo britannico ha siglato con una società privata un contratto per sviluppare e testare, a partire dall’anno prossimo, un sistema di verifica dell’età basato sull’intelligenza artificiale da impiegare alle frontiere, con l’obiettivo di individuare i migranti adulti che si presentano come minorenni, scatenando forti polemiche.
La tecnologia analizzerà fotografie scattate al momento dell’ingresso nel Regno Unito, secondo il ministero dell’Interno: questo renderà più rapida l’identificazione dei migranti adulti che “cercano di aggirare le regole” del sistema d’asilo, dopo che i test iniziali avrebbero evidenziato “risultati promettenti in termini di performance e accuratezza”.
L’accordo, del valore di 322 mila sterline, è stato raggiunto con la società informatica inglese Akhter Computers. Le ong per la difesa dei diritti umani, a partire da Human Rights Watch, hanno duramente protestato, chiedendo al governo di abbandonare il progetto, definendolo una “tecnologia non collaudata” che rischia di compromettere le tutele a cui hanno diritto i minorenni vulnerabili.
Anche la British Association of Social Workers, l’associazione di categoria degli assistenti sociali, ha messo in guardia contro l’utilizzo dell’AI in questo ambito, sottolineando che potrebbe generare “gravi errori di salvaguardia”. L’iniziativa si inserisce nella drastica stretta contro l’immigrazione illegale portata avanti dall’esecutivo laburista del premier Keir Starmer per ridurre gli sbarchi sulle coste inglesi.
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