Piemonte

Terremoto al Parco della salute: inchiesta sulla gara d’appalto


Un nuovo terremoto scuote la sanità piemontese: la guardia di finanza e la procura di Torino indagano sulla gara che ha assegnato la progettazione e la costruzione del futuro Parco della Salute. L’accusa è di turbativa d’asta sull’affidamento del cantiere sanitario più importante del Piemonte.

Alla base dell’inchiesta c’è l’appalto per l’ospedale che sorgerà all’ombra del grattacielo della Regione, con 1.040 posti letto e un investimento complessivo di 610,9 milioni di euro (226,8 a carico dello Stato, 11,9 della Regione e 372,2 del concessionario, che riceverà un canone di 40 milioni l’anno per 25 anni). La firma del contratto risale al 24 aprile 2025, quando il presidente Alberto Cirio e il commissario straordinario Marco Corsini hanno affidato progettazione, costruzione e gestione del Parco al raggruppamento di imprese che comprende il Consorzio Sis – che fa capo alla famiglia Dogliani – e i bresciani di Abp Nocivelli.

I fatti contestati dagli inquirenti risalirebbero alla fase finale della procedura di gara, quella dell’affidamento. Nel mirino ci sarebbe proprio la trattativa con il vincitore, che ha portato all’accordo e alla successiva stipula del contratto. Per vederci chiaro, la scorsa settimana la guardia di finanza si è presentata in corso Bramante, nella sede di Città della Salute: secondo quanto risulta a Repubblica, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria sono stati una giornata intera negli uffici dell’architetto Paolo Melchior, responsabile unico del procedimento per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero (Melchior è anche direttore dei servizi tecnici e manutentivi della Città della salute).

La nuova indagine si aggiunge a quella già in corso sulle bonifiche nell’area del Parco: sotto accusa ci sono dieci persone, a partire dai vertici della Perino Piero srl. Sarebbero tutte parte di un «occulto schema negoziale in violazione delle norme ambientali», come si legge negli atti della procura. Ma le due inchieste non sarebbero collegate.

Di certo c’è che questo secondo fascicolo preoccupa soprattutto perché potrebbe far impantanare ancora una volta il cantiere del futuro ospedale. Un’opera già segnata in questi anni da una lunga serie di imprevisti: la gara è partita nel 2019, c’erano state manifestazioni d’interesse da parte di tre raggruppamenti ma, tra il Covid e i rincari successivi dovuti a inflazione e aumenti nei costi di energia e materiali, si era bloccato tutto. Soprattutto perché le imprese chiedevano alla Regione un ulteriore contributo per coprire i costi extra. Intanto era stato nominato il commissario straordinario, con il compito di riaprire il dialogo competitivo e far uscire il Parco della palude. Così, per sbloccare la gara, la giunta Cirio ha stanziato altri 88 milioni tra fondi statali e regionali. E si è arrivati all’affidamento a Consorzio Sis e Abp Nocivelli, che dovrebbero cominciare i lavori in autunno. Ora si rischia un nuovo passo indietro e il taglio del nastro, fissato per fine 2031, potrebbe slittare ancora.


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