“Nella Asl ottanta posti di lavoro a rischio e personale senza ferie”

“Ottanta famiglie senza reddito e personale sanitario che non riesce nemmeno ad andare in ferie”. È un duro attacco quello lanciato da Francesco Taglieri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, contro la gestione della sanità abruzzese da parte della giunta Marsilio-Verì.
La presa di posizione arriva dopo la discussione in aula di un’interpellanza presentata dallo stesso esponente pentastellato sulla cessazione del lavoro somministrato nella Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti e sulle conseguenze per i servizi sanitari.
Secondo quanto riferito da Taglieri, entro il 30 giugno cinquanta lavoratori con contratto di somministrazione “saranno lasciati a casa” a seguito della decisione della Asl 02 di interrompere gli affidamenti interinali. A questi si aggiungerebbero, dal primo luglio, altri trenta posti di lavoro a rischio legati al nuovo affidamento del servizio Cup, che comporterebbe un taglio di circa 800 ore complessive.
“Parliamo complessivamente di 80 famiglie che improvvisamente si ritroveranno senza reddito”, afferma Taglieri, sottolineando come la situazione riguardi settori ritenuti strategici come assistenza infermieristica, 118, centrale operativa, uffici amministrativi, screening mammografico, farmacie ospedaliere e manutenzioni.
Nel mirino del consigliere regionale anche le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, intervenuta durante il confronto in Consiglio regionale. “L’assessore ha cercato di minimizzare sostenendo che le professionalità perse saranno progressivamente rimpiazzate, ma la realtà racconta altro”, sostiene Taglieri.
L’esponente del Movimento 5 Stelle parla inoltre di una situazione “insostenibile” per il personale rimasto in servizio. “Nella Asl 02 molti dipendenti del comparto sanitario e amministrativo non riescono nemmeno ad andare in ferie. Mancano sostituzioni, organici e programmazione”, dichiara.
Taglieri punta quindi il dito contro il piano di rientro sanitario regionale, definendolo “la conseguenza diretta del disastro finanziario prodotto dalla gestione Marsilio-Verì”.
“Come sempre accade – conclude – a pagare il prezzo di questo fallimento saranno le lavoratrici e i lavoratori che perderanno il posto, il personale sanitario lasciato senza tutele e i cittadini abruzzesi che vedranno ulteriormente ridotti servizi essenziali già messi a dura prova”.
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