Sardegna

Campagna antincendio 2026, i sindacati dei Forestali: “Poco personale, misure emergenziali e scarsa prevenzione”

Oristano 

I rappresentanti di SAFOR, UIL-FPL e FESAL illustrano le criticità in vista dell’estate 

Poco personale, parco macchine ancora da rinnovare e misure emergenziali, senza prevenzione. Sono solo alcune delle criticità contestate dai rappresentanti delle segreterie sindacali SAFOR Ignazio Masala, UIL-FPL Carmelo Prestileo, e Gianluca Pinna e Marco Meloni per FESAL, per denunciare le difficoltà dei lavoratori del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale alla Regione Sardegna in vista dell’avvio della Campagna Antincendi 2026. Di seguito la nota delle sigle sindacali. 

Le sigle sindacali maggiormente rappresentative delle donne e degli uomini del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale all’approssimarsi della stagione estiva e del conseguente avvio della Campagna Antincendi (AIB) 2026, ritengono doveroso informare in maniera corretta e trasparente i cittadini sardi sulla reale condizione dell’apparato regionale deputato alla prevenzione, al coordinamento e alla lotta agli incendi boschivi e rurali.

A fronte di dati ufficiali e comunicazioni istituzionali che descrivono un sistema pienamente operativo, riteniamo necessario rappresentare con senso di responsabilità le effettive criticità che interessano il comparto, nella convinzione che la tutela del territorio, del patrimonio ambientale e della sicurezza delle comunità meriti la massima chiarezza.

I numeri ufficiali relativi al personale dichiarato come schierato per la campagna antincendio non sembrano infatti corrispondere alla reale disponibilità operativa sui territori. Una discrasia che rischia di restituire una rappresentazione non aderente alla situazione effettiva delle risorse concretamente impiegabili, proprio in una fase in cui il rischio incendi impone il massimo livello di efficienza, trasparenza e credibilità istituzionale.

Particolare attenzione merita la situazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, al quale sono demandate funzioni strategiche e fondamentali quali il coordinamento delle attività antincendio, la lotta attiva agli incendi boschivi e rurali, la prevenzione e la repressione degli illeciti connessi al fenomeno incendiario.

Ad oggi, il Corpo Forestale versa in una condizione di forte sofferenza organizzativa dovuta a una persistente carenza di organico, all’età mediamente avanzata del personale in servizio e a prospettive di rafforzamento che, secondo quanto annunciato, prevedrebbero in parte assunzioni a tempo determinato: una soluzione che, pur rappresentando un primo intervento, rischia di non garantire continuità, specializzazione e stabilità operativa in un settore altamente tecnico e strategico per la sicurezza del territorio.

In questo contesto, non può non essere evidenziata la persistente e grave mancanza di risposte su numerose vertenze ancora aperte che riguardano il personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e, soprattutto, l’organizzazione e il funzionamento della struttura stessa. Si tratta di questioni che le scriventi organizzazioni sindacali hanno posto da tempo all’attenzione dell’Amministrazione non in una logica meramente rivendicativa, ma con l’obiettivo concreto di rendere il Corpo più efficiente, moderno e adeguato alle crescenti sfide operative cui è chiamato a rispondere.

Le vertenze aperte attengono infatti a profili organizzativi, operativi e di valorizzazione delle professionalità che incidono direttamente sulla capacità del CFVA di garantire una presenza efficace sul territorio, una migliore capacità di prevenzione, tempi di risposta più rapidi e un coordinamento più efficiente delle attività istituzionali, in particolare nell’ambito della Campagna Antincendi.

A fronte delle reiterate richieste di confronto avanzate dalle organizzazioni sindacali, si registra invece un atteggiamento dell’Amministrazione che appare pregiudizialmente ostativo al dialogo democratico e alla ricerca di soluzioni condivise su temi di fondamentale rilevanza sindacale, organizzativa e operativa. Un atteggiamento incomprensibile e ingiustificabile proprio perché riferito a problematiche che, se affrontate con tempestività e responsabilità, contribuirebbero a rafforzare l’efficienza complessiva dell’apparato regionale antincendi e la sicurezza dei cittadini.

Particolarmente grave appare, a poche settimane dall’avvio della Campagna Antincendi 2026, la perdurante assenza di risposte da parte dell’Amministrazione riguardo agli aspetti organizzativi della imminente campagna AIB, nonostante le ripetute segnalazioni e richieste formulate dalle rappresentanze del personale. Un caso su tutti il mancato rinnovo del parco macchine, in particolare quelli antincendio. Una situazione che alimenta incertezza operativa e preoccupazione in un settore nel quale programmazione, chiarezza degli assetti e tempestività decisionale rappresentano condizioni imprescindibili per garantire efficacia e sicurezza.

In mancanza di risposte concrete e tempestive da parte dell’Amministrazione, in particolare riguardo all’organizzazione della imminente Campagna Antincendi, le lavoratrici e i lavoratori del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, a tutela dell’efficienza del Corpo, della sicurezza dei cittadini e della salvaguardia del patrimonio ambientale della Sardegna, non esiteranno a ricorrere alle forme di mobilitazione e di lotta consentite dall’ordinamento, anche nelle modalità più incisive, affinché vengano finalmente affrontate e risolte criticità che da troppo tempo attendono risposte.

Un’impostazione che non soltanto indebolisce il necessario rapporto di confronto tra istituzioni e rappresentanze dei lavoratori, ma rischia di risultare profondamente offensiva verso le donne e gli uomini del CFVA, ai quali, ancora una volta, verrà richiesto di affrontare una nuova stagione estiva caratterizzata da sacrifici straordinari, elevata esposizione al rischio e gravose responsabilità operative, senza che siano state adeguatamente affrontate criticità strutturali da tempo denunciate.

Non si può continuare a chiedere spirito di servizio, professionalità e disponibilità assoluta al personale senza riconoscere, con atti concreti, il valore del lavoro svolto e la necessità di garantire condizioni organizzative adeguate, risorse certe e prospettive stabili a chi quotidianamente tutela il patrimonio ambientale e la sicurezza delle comunità.

Desta inoltre forte preoccupazione il crescente squilibrio nell’allocazione delle risorse e nel potenziamento delle strutture regionali a discapito del Corpo Forestale, nonostante quest’ultimo continui a sostenere il peso delle funzioni operative essenziali in materia di incendi boschivi e rurali.

La politica regionale sembra, infatti, indirizzare le proprie scelte prevalentemente verso il rafforzamento della capacità di reazione di un apparato pensato principalmente per la gestione delle emergenze nel momento in cui queste si manifestano. Un’impostazione che rischia di privilegiare la sola risposta emergenziale, trascurando invece la centralità della prevenzione quale strumento fondamentale di tutela del territorio.

Per sua natura e missione istituzionale, il Corpo Forestale non è chiamato esclusivamente a operare in prima linea durante l’emergenza incendi, ma svolge una funzione primaria e insostituibile di prevenzione civile, attraverso attività quotidiane di vigilanza, controllo e attenta verifica del governo del territorio.  Un lavoro silenzioso ma essenziale, finalizzato a prevenire non soltanto gli incendi boschivi, ma anche fenomeni di dissesto idrogeologico, inquinamento ambientale, degrado e distruzione del suolo.

La sicurezza ambientale non si costruisce soltanto quando l’emergenza è già in atto, ma soprattutto attraverso la presenza costante sul territorio, il presidio diffuso, le competenze tecniche specialistiche e una programmazione lungimirante capace di prevenire i rischi prima che si trasformino in disastri.

Per queste ragioni, riteniamo necessario un immediato chiarimento sui dati reali del personale effettivamente disponibile per la Campagna AIB 2026 e l’avvio di un piano strutturale di rafforzamento del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, fondato su assunzioni stabili, ricambio generazionale, valorizzazione delle professionalità esistenti e adeguato riconoscimento delle competenze richieste.

La tutela del patrimonio boschivo, ambientale e della sicurezza delle comunità non può essere affidata a numeri soltanto formali o a misure emergenziali. Servono investimenti strutturali, equilibrio istituzionale e una chiara volontà politica di rafforzare chi, ogni giorno, opera in prima linea non soltanto per spegnere gli incendi, ma soprattutto per prevenirli.

Mercoledì, 27 maggio 2026

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