Stranezze di città, le pensiline ATAC
La “pubblicità” decide quali cittadini meritano di stare seduti alla pensilina e quali devono stare in piedi vicino alla palina, con il sole o con la pioggia.
Bellissima e calda giornata quasi estiva, pedalavo e osservavo velocemente i dati sul piccolo computer che ho istallato sulla bicicletta. Ho alzato lo sguardo dal manubrio e ho visto delle persone stipate sotto un balcone condominiale, guardate in modo sospettoso dal proprietario del primo piano.
La vicina pensilina ATAC invece era deserta, ma in quel vuoto interno un manifesto pubblicitario di profumi spiccava in modo particolare.
Sulla stessa via, ma dalla parte opposta della strada, ho visto una palina ATAC priva di pensilina e tre signore di una certa età che si riparavano dal sole con degli ombrellini.
Sia che cammino, sia che pedalo, non mi sfugge il senso logico della pioggia o del sole sulla gente, però mi sfugge la logica burocratica, commerciale e tecnica che governa l’arredo urbano.
Quella che a prima vista sembra pura casualità o sadismo nei confronti dei passeggeri degli autobus, in realtà è il risultato del cosiddetto follow the money, in italiano “seguire il denaro”
Mi ha raccontato Ivano, “Le pensiline spesso non costano nulla al Comune, perché vengono installate e gestite da società di pubblicità esterna, in cambio dello sfruttamento degli spazi pubblicitari.
Se la fermata è nella radura isolata del quartiere e non ci passa nessuno a piedi o in auto, alla società di pubblicità non interessa metterci una pensilina perché nessuno guarderebbe la rèclame.
Zero ritorno economico = zero pensilina.
Se la fermata è su un viale trafficato, vicino a un incrocio o a un supermercato, ha un’altissima “visibilità commerciale”.
La società di pubblicità piazzerà lì la pensilina con lo spot, anche se vicina ai balconi di un condominio che possono riparare le persone dal sole o dalla pioggia.
Attilio, però non si può mettere una pensilina dove si vuole, ci sono regole geometriche rigidissime:
Anche per il Codice della Strada deve rimanere una quota minima di marciapiede libero per permettere il passaggio di passeggini e sedie a rotelle.
Se il marciapiede è stretto, la pensilina legalmente non può essere montata.
Se sotto quel marciapiede passano tubi del gas, cavi dell’alta tensione o la fibra ottica, i tecnici montatori bloccano tutto.
Una pensilina non deve coprire la visuale agli incroci o nascondere i segnali stradali.
Le aziende di trasporto classificano le fermate in base ai dati di validazione dei biglietti o ai sensori di salita/discesa dal mezzo pubblico.
Ci sono fermate ad alta frequentazione, come scuole, ospedali, uffici, dove la pensilina è considerata un investimento prioritario dall’azienda pubblica.
Nelle fermate con poche salite o discese al giorno, l’azienda non investe soldi e lascia solo la palina.
Spesso le fermate isolate in mezzo al nulla sono le prime a essere vandalizzate, distrutte, usate come bivacco notturno.
I Comuni evitano di installare strutture costose in aree difficili da sorvegliare, preferiscono lasciare la palina nuda, che è più difficile da vandalizzare”.
Grazie Ivano, ho capito come la pubblicità decide quali cittadini “meritano” di stare sotto la pioggia o il sole cocente…… e quali no.
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