Bufera su Fratelli d’Italia per le frasi antisemite nella chat di dirigenti del partito a Trento – Cronaca
TRENTO. Il quotidiano «Domani» ha pubblicato ieri sera sul suo sito un articolo con una serie di messaggi antisemiti – di cui riporta gli screenshot – tra un gruppo di dirigenti di Fratelli d’Italia in Trentino nella chat «Congresso FdI».
Tra questi c’è l’ex consigliere comunale di Trento, Cristian Zanetti, che nel febbraio scorso si era candidato alla guida di Fratelli d’Italia in Trentino e che, secondo quanto riportato da «Domani», ha scritto: «Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci».
Gli risponde Antonio Manara, che è consigliere di FdI nella circoscrizione Centro Storico–Piedicastello con la frase «i leccaculo di giudei».
Nella conversazione compare anche l’attuale consigliere comunale di Trento, Daniele Demattè, che commentando una foto con Francesco Barone, presidente della Trentino School of Management, e David Parenzo al Festival dell’Economia, scrive: «Tra minchioni si intendono bene».
Ed è proprio a questa affermazione che, secondo i messaggi riportati dal giornale, Zanetti avrebbe risposto con la frase sugli ebrei.
Nella conversazione c’è pure Silvia Farci, che per il partito è la responsabile regionale del Dipartimento tutela vittime, che si occupa di tutelare le vittime di violenza e reati e promuovere iniziative di sensibilizzazione.
E compare Emilio Giuliana, ora in Futuro Nazionale di Vannacci, che in occasione del congresso di FdI in Trentino fu molto corteggiato per i voti che avrebbe potuto spostare, pur non essendo iscritto personalmente. Aiutò proprio Zanetti, di cui è amico, nella sfida contro l’assessora provinciale Francesca Gerosa.
Uscì sconfitto. In compenso, con Zanetti furono eletti nel direttivo provinciale di FdI la moglie di Giuliana, Mara Febbraio, e appunto Antonio Manara.
Ieri Zanetti, in merito alla frase riportata nella chat, ha detto: «Io non la riconosco, è uno screenshot falso creato con l’intelligenza artificiale o altri sistemi credo».
Poi ha diffidato «Domani» dal «tentare di screditare la mia persona», dichiarandosi vicino alla comunità ebraica e ricordando di aver anche promosso l’intitolazione di una via a Gino Bartali a Trento.
L’assessora e presidente del partito in Trentino Francesca Gerosa dice che ignorava l’esistenza della chat del suo avversario al congresso: «Non è una chat ufficiale di FdI. Sui contenuti il partito si dissocia totalmente».
E sulle conseguenze dice: «Domani (oggi, ndr) faremo delle valutazioni interne».
LE REAZIONI
Sul caso è intervenuto Arturo Scotto, capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, che ha chiesto un intervento deciso da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Immagino che Giorgia Meloni espellerà gli antisemiti che nella chat di Fratelli d’Italia di Trento producevano battute e insulti indicibili», ha dichiarato Scotto, annunciando anche la presentazione di un’interrogazione parlamentare per verificare eventuali iniziative del Ministero dell’Interno.
Duro anche l’intervento del capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Luca Pirondini, che parla di un «cortocircuito politico gigantesco». Secondo l’esponente pentastellato, le frasi riportate, se confermate, non potrebbero essere considerate semplici battute private ma rappresenterebbero «espressioni di volgare antisemitismo».
Secondo quanto riportato dall’inchiesta, i messaggi sarebbero comparsi in una chat interna denominata “Congresso Fdi”, nata in occasione dell’assise provinciale del novembre 2025. A far partire la discussione sarebbe stata una fotografia del giornalista David Parenzo, pubblicata sui social durante il Festival dell’Economia di Trento. Nei messaggi riportati dal quotidiano compaiono commenti attribuiti a esponenti locali del partito. Al momento, sulle frasi riportate e sulle responsabilità dei singoli, si attendono eventuali repliche o prese di posizione ufficiali.




