Piemonte

Le ceneri di Petrini disperse a Pollenzo: l’ultimo ritorno alla terra del fondatore di Slow Food


Le ceneri di Carlin Petrini, fondatore di Slow Foodscomparso il 21 maggio nella sua casa di Bra a causa di una lunga malattia, saranno sparse nel frutteto e nell’orto educativo (da lui fortemente voluti) dell’Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo.

Un ritorno alla terra, alla sua terra, nel Parco dell’Agenzia vicino al Tanaro, per poter stare eternamente accanto ai suoi studenti a Pollenzo e alle attività agricole che qui si svolgono a scopo didattico con pratiche di agricoltura biologica e tecniche di coltivazione sostenibile. La dispersione delle ceneri di Carlo Petrini che avverrà in questo luogo è il sigillo di umanità, semplicità e luce perpetua all’esistenza di un rivoluzionario gentile che seminava utopia per raccogliere realtà. E’ questo il momento forse più difficile per la sorella Chiara, quando si comincia ad avvertire il vuoto della perdita dopo che la massa di persone che ha manifestato così tanto affetto e stima verso Carlin si dirada pian piano, anche se resta «il nostro soccorso rosso», come lo chiamava Petrini, il sostegno fraterno di amici e compagni che non manca mai e resiste nel tempo.

La morte di Carlo Petrini e il racconto della sua visione attraverso le esperienze di Slow Food, Terra Madre e dell’Università di Scienze Gastronomiche, hanno avuto un’eco enorme anche sulla stampa estera e sui siti di informazione stranieri. Non è un aspetto di poco conto, bisognerebbe evidenziarlo di più in Italia, e riflette la dimensione globale dell’impegno di Carlin del movimento di Slow Food per il cibo buono, pulito e giusto. Dal New York Times a Le Monde, il ritratto di Carlin tracciato dai media internazionali è quello di un uomo che ha cambiato la storia con la sua chiocciola che ha girato il mondo partendo da Bra. Il quotidiano spagnolo El Paìs ha sottolineato le virtù di «un piemontese profondamente legato alla sua terra che lascia dietro di sé un solido nucleo di resistenza, forse il più dinamico a livello globale, un patrimonio di amore e rispetto per il cibo sostenibile e le ricette a cottura lenta».

Anche The Guardian ha ricordato la sua battaglia contro la cultura del fast food promuovendo la sostenibilità e la cucina locale, dando vita a un movimento globale radicato nei valori di un’alimentazione buona, pulita ed equa per tutti. Sul sito della Bbc, infine, l’inventore di Cheese e del Salone del Gusto è descritto come «un pioniere che ha dedicato quarant’anni alla promozione della produzione alimentare sostenibile e della cucina tradizionale, e che grazie al suo attivismo strinse amicizia con il Re Carlo III e con il compianto Papa Francesco».


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