Veneto

«Serve un tavolo con residenti, studenti e istituzioni»


«Istituire un “tavolo tecnico” con tutti gli attori interessati», vale a dire residenti e studenti in primis, ma anche Comune, Università, forze dell’ordine ed esercenti. Questa è la proposta avanzata dal consigliere Luigi Tarzia in merito alla movida che ogni mercoledì sera anima la zona del Portello, provocando disagi ai residenti. 

Il capogruppo Udc cita il caso di Milano, dove è stato siglato un patto per la movida «con l’obiettivo di individuare interventi per rendere vie e piazze più ordinate e sicure, ma anche azioni concrete di sensibilizzazione per avvicinare i giovani a un modo di divertirsi più responsabile e consapevole, nel rispetto dei beni comuni della città».

Riguardo al respingimento della mozione avanzata dal consigliere Bianzale in consiglio comunale, che chiedeva di anticipare di un’ora l’orario di chiusura dei locali, Tarzia afferma: «La maggioranza si assume una precisa responsabilità politica rispetto al mancato equilibrio tra quiete pubblica e gestione della vita notturna, lasciando irrisolta la perenne contrapposizione tra residenti, esercenti e studenti».

Secondo il capogruppo, è dal principio che la richiesta della Consulta di Quartiere Centro sul tema della movida avrebbe dovuto essere valutata più attentamente. «È indecoroso, indignitoso e vergognoso leggere che alcune famiglie siano costrette il mercoledì sera ad andare a dormire in albergo o da parenti perché i figli il giorno dopo devono andare a scuola», commenta.

Un’altra considerazione del consigliere riguarda le regole: «Ho consigliato di predisporre un apposito regolamento che disciplini il fenomeno della movida, così come già avvenuto in altre città italiane – sottolinea -. La movida non è più un fenomeno occasionale o marginale, ma un tema strutturale che incide su economia urbana, sicurezza, qualità della vita, diritto al riposo e vivibilità dei quartieri».

Infine, richiama alle parole del dirigente del Dipartimento di Ingegneria Industriale, Fabrizio Dughiero, che lo scorso aprile aveva lanciato la proposta di realizzare aule studio al posto dei Navigli, perché «il tema del rumore, della sicurezza e della qualità della vita di un quartiere va affrontato con rispetto».


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