Il prequel di Rambo accoglie nel cast una star che sta catalizzando l’attenzione (e generando controversie)
Il prequel di Rambo segna un momento significativo nel panorama cinematografico hollywoodiano. Non tanto per la scelta di raccontare le origini del celebre personaggio creato da Sylvester Stallone, quanto per la decisione di includere nel cast James Franco, attore che non compariva in una produzione mainstream dal 2017.
John Rambo, questo il titolo del film diretto da Jalmari Helander, ha recentemente concluso le riprese principali in Thailandia. La pellicola vede Noah Centineo, noto al grande pubblico per la saga romantica Tutte le volte che ho scritto ti amo, nei panni di una giovane versione dell’iconico soldato interpretato da Stallone in cinque film, dal primo First Blood del 1982 fino a Rambo: Last Blood nel 2019.
Franco è stato ingaggiato per il ruolo di un personaggio antagonista e il suo ritorno sulle scene sta catalizzando l’attenzione e generando controversie. L’attore, che aveva costruito una carriera solida tra commedie di successo e ruoli drammatici di spessore, si era progressivamente allontanato dai riflettori hollywoodiani nella seconda metà degli anni Duemila. Il suo ultimo ruolo cinematografico di rilievo risale al 2016 con Why Him? al fianco di Bryan Cranston, seguito da una breve apparizione non accreditata in Alien: Covenant nel 2017. Sul fronte televisivo, la sua presenza più recente è stata nella serie HBO The Deuce – La via del porno, conclusasi nel 2019 dopo tre stagioni.
La carriera di Franco si era sviluppata attraverso una varietà impressionante di generi. Dopo essersi fatto le ossa nella trilogia di Spider-Man diretta da Sam Raimi, aveva trovato la sua dimensione nelle commedie prodotte e interpretate insieme a Seth Rogen, da Knocked Up a Pineapple Express, da This Is the End fino a The Interview. Non aveva però trascurato progetti più ambiziosi: il film d’azione Il pianeta delle scimmie – Revolution e soprattutto il thriller di sopravvivenza 127 ore gli erano valsi persino una nomination agli Oscar, persa contro Colin Firth per Il discorso del re.
Il progressivo allontanamento di Franco dall’industria cinematografica si colloca in un periodo caratterizzato da crescenti controversie. Nel 2014 una ragazza di diciassette anni aveva condiviso sui social media screenshot di messaggi in cui Franco la invitava in hotel, cosa che l’attore aveva successivamente ammesso. La situazione era peggiorata nel 2018, quando Franco aveva indossato una spilla Time’s Up ai Golden Globes, gesto che aveva innescato una serie di accuse di condotta inappropriata da parte di diverse colleghe, tra cui Ally Sheedy, Charlyne Yi e Busy Phillips.
Il punto di rottura era arrivato quando cinque studentesse della sua scuola di recitazione lo avevano accusato di condotta sessuale inappropriata nel 2018, con due di loro che avevano presentato una causa formale nel 2019. La vicenda legale si era conclusa con un accordo nel 2021, lo stesso anno in cui Franco aveva pubblicamente ammesso di aver avuto rapporti sessuali con diverse studentesse e di essersi sottoposto a trattamento per dipendenza sessuale, pur senza riconoscere esplicitamente le accuse di condotta inappropriata.
Non è chiaro quanto spazio avrà Franco in John Rambo, né se la sua presenza riaccenderà il dibattito sulle accuse e sulla causa legale. Paradossalmente, il film stesso potrebbe risultare immune da contraccolpi significativi: lo stesso Stallone è stato oggetto di accuse di aggressione sessuale in tre diverse occasioni, accuse sempre respinte dall’attore o dai suoi rappresentanti, senza che questo impedisse alla sua carriera di proseguire negli anni successivi.
Il prequel di Rambo rappresenta quindi un banco di prova particolare per Hollywood. Da un lato c’è il tentativo di rivitalizzare un franchise che ha definito l’immaginario dell’action movie anni Ottanta, portandolo verso una nuova generazione con un protagonista giovane e un regista dalla visione moderna. Dall’altro, la scelta di includere Franco solleva interrogativi su quali siano oggi i criteri con cui l’industria cinematografica decide chi merita una seconda opportunità e a quali condizioni.
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