Toscana

Elezioni, rush finale alla Borsa Merci: il confronto tra i candidati sindaco di ArezzoNotizie


Arezzo negli ultimi 20 anni è passata da 100mila abitanti a poco più di 95mila e dunque possiamo tranquillamente affermare che, anche per l’ambito comunale, è arrivato l’inverno demografico. Un fenomeno che condiziona l’attività amministrativa e influenza negativamente gli attori chiamati a investire su un determinato territorio. In questo senso, come è possibile rendere Arezzo non una città vetrina adatta solo a un turismo mordi e fuggi ma, bensì, una realtà idonea ad accogliere nuovi cittadini che intendano mettere qui stabili radici?

A questa domanda della giornalista Claudia Failli, di seguito le soluzioni proposte dai sei candidati.

Andreani: “Argomento molto interessante e non semplice da affrontare in poco tempo. Parte dei problemi nascono da lontano, dallo Stato che non ha pensato alle famiglie come invece è stato fatto in altri Paesi. Un’amministrazione comunale non può pensare di modificare le leggi nazionali. Bisogna investire sui servizi alle famiglie, agevolazioni alle giovani coppie di genitori pere integrare i loro impegni di lavori con la crescita dei bambini. Sicurezza è un veicolo importante per dare tranquillità alle famiglie. Favorevoli ai vigili di quartiere”. 

Ceccarelli: “Numeri negativi che è un problema dell’intero Paese. Occorre intervenire sulla qualità del lavoro e i servizi. Un’amministrazione comunale non può invertire da sola la questione demografico, serve che diventi una priorità nazionale. Potenziare i servizi dell’infanzia, massima attenzione a sanità pubblica e scuola pubblica. Orari maggiormente compatibili con le famiglie. Mancano centri diurni per anziani. Va portata la tecnologia nelle case”. 

Comanducci: “Il Comune di Arezzo nel 2015 aprì il primo dormitorio e da poco è stata aperta una seconda struttura nell’ex caserma Piave. Il turismo negli ultimi anni è stata una strategia di rinnovamento per tanti imprenditori aretini, siamo passati in dieci anni da 180 a 2mila strutture ricettive. Nel nostro programma c’è un turismo nuovo, differenze, che renda questa città autentica. Lavorare sulle presenze turistiche affinché restino nel territorio ma allo stesso tempo dare sostegno alle nostre botteghe. Servirà un lavoro a 360 gradi”.

Donati: “Questa città perde talenti e non ne attraiamo. Servizi dell’infanzia sono migliori in alcuni comuni della nostra provincia rispetto al capoluogo. Aumentano i turisti con i b&b ma vengono a mancare le abitazioni. Il nostro ospedale si è indebolito, siamo andati a credito con la Regione. Qui non si trova il personale e bisogna invertire il trend”.

Menchetti: “Vanno indagate le cause dell’impoverimento demografico, che riflettono anche lo stato del mondo attuale. Mancando la fiducia nel futuro, viene a mancare la voglia di mettere su famiglia. Fornire servizi sociali essenziali, il Comune deve dare risposte sugli alloggi delle case popolari, insalubri per la crescita di un figlio. In questa campagna elettorale si sta parlando poco di sanità, il sindaco per esempio può pretendere che il pronto soccorso dia risposte celeri”.

Tulli (in vece di Marinelli): “La cosa più importante sia quella di rinforzare le reti di supporto sociale. Sappiamo che la sostituzione è molto difficile e delicata. La nostra è una città storicamente protagonista di battaglia importantissime nel supportare sociale come la chiusura del manicomio e la sperimentazione della città dei bambini. Ripartire dalla prevenzione. Quanto accaduto a Modena è accaduto perché non si è lavorato sulla prevenzione. Il sindaco non può fare tutto quello che stiamo dicendo qui, ma ci possiamo organizzare come sindaci e chiederci perché dobbiamo privatizzare il pronto soccorso per esempio, una cosa che non va fatta”.


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