Viaggi e turismo

Villa San Michele, la via del lusso Belmond

Niente traumi per gli habitué di Villa San Michele. Dopo 18 mesi di lavori senza tregua, l’hotel di Belmond sulla collina di Fiesole ha riaperto completamente rinnovato, migliorato, rinfrescato, ma senza perdere la sua indefinibile allure. Anzi quando arrivi trovi lo stesso meraviglioso viale che ti porta davanti alla facciata rinascimentale Michelangelo. E quando entri, riconosci l’eleganza sofisticata di sempre.

La collezione Belmond

Il pregio del gruppo Lvmh che nel 2018 ha comprato gli hotel di Belmond è di aver iniziato un’opera di evoluzione di strutture realmente iconiche in modelli della più alta ospitalità concepibili oggi. E non sembrava possibile. Solo per fare degli esempi italiani, il Cipriani di Venezia, lo Splendido di Portofino, e Villa San Michele, appunto, erano già la massima espressione del lusso. E invece, senza erodere nulla alla storia e alla personalità di questi alberghi storici, la carrellata di rinnovi e restyling apre un nuovo capitolo della storia dell’hotellerie. Più squisitamente italiana (playlist incluse), sempre più artigianale e su misura, capace di scoprire nuovi talenti e creare uno stile originale.

Nuova vita a Villa San Michele luogo di eterno Rinascimento della collezione Belmond

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Armonia tra dentro e fuori

A parte il progetto dello studio Luigi Fragola Architects che ha portato colore e leggerezza negli spazi, come nelle dimore che solitamente realizza, a Villa San Michele c’è una nuova coerenza tra dentro e fuori, tra paesaggio esterno e paesaggio interno che si fonde in un’unica immagine di Firenze, culla della cultura con la cupola del Brunelleschi che spunta dall’alto, e le sue propaggini bucoliche, la campagna e i boschi verdissimi del monte Ceceri.

Dalla prima colazione alla sera, la giornata e il suo ritmo sono all’insegna della bellezza e del benessere. Certamente alla Spa by Guerlain, la prima in Italia in contemporanea con un’altra a Venezia, dove si entra attraverso l’illusione di un giardino affrescato e si esce dopo un paio d’ore vitalizzati e, volendo, le signore anche truccate. Ma si sa che benessere oggi va ben oltre il confine di una spa, per quanto meravigliosa. Il punto è riconnettersi con sé stessi e con il contesto. con l’esperienza rigenerante a suon di gong e campane tibetane in una minuscola cappella tra gli alberi progettata da JJ Martins nel suo nuovo corso olistico, davanti a uno degli scorci perfetti su Firenze. Da lì si può partire per uno dei nuovi sentieri nel bosco della tenuta, e arrivare alla piscina, dove si torna al glamour, ai giochi enigmistici, alla fiorentina alta quattro dita cotta sul grill, ai bellissimi giardini che il green designer Luca Ghezzi ha riempito di piante di agrumi, siepi di rosmarino e pergolati di rose.

Nell’orto, ora ingrandito, va a raccogliere gli aromi lo chef Alessandro Cozzolino per aggiungere guizzi di sapore ai suoi piatti, quelli veracemente italiani del San Michele (non fatevi sfuggire la pasta con cozze, patate e provola affumicata) e quelli gourmet di Antesi, raccolti in tre menù molto vari di cui uno sfiziosissimo vegetariano (non ci si pente nemmeno per una portata).


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