Modena, Mattarella e Meloni incontrano i cittadini che hanno fermato l’investitore
A ventiquattr’ore dalla tragedia di Modena, il pensiero di chi ha fermato Salim El Koudri resta soprattutto per i feriti. Luca Signorelli e Fabrizio Gallanza, due degli uomini intervenuti dopo la corsa della Citroen C3, sono stati ricevuti in ospedale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Signorelli ha incontrato anche la premier Giorgia Meloni.
«Mattarella mi ha fatto i complimenti, mi ha detto che ho fatto un gesto eroico», ha raccontato Signorelli fuori dall’ospedale di Baggiovara. È stato il primo a bloccare il trentunenne ed è rimasto ferito nella colluttazione. «Ho fatto vedere che l’Italia non è morta, c’è ancora», ha detto. Poi il ricordo di quei momenti: «Sembrava una scena di Beirut, di Gaza. Ho visto gente voltarsi dall’altra parte perché aveva paura. A volte bisogna rispondere».
Signorelli ha raccontato di essersi reso conto del pericolo due volte: prima quando ha rischiato di essere investito e poi quando è stato colpito con un coltello. «Dopo uno stress del genere è difficile rispondere, mi sto riprendendo, mettiamola così… ho rischiato la vita. Ieri non avevo una gran cera, ma lo rifarei. Non puoi chiedere a una persona di essere un eroe, una persona lo fa, punto, sono cose che fai».
Anche Fabrizio Gallanza era in centro con la moglie quando ha visto arrivare l’auto. «Mi trovavo pochi metri prima del punto in cui c’è stato l’impatto finale, con la donna che ha perso le gambe. Quando ho visto il primo incidente in lontananza ho provato a ripararmi, sono riuscito a spingere mia moglie dentro un negozio. Vedendo l’uomo uscire dall’auto l’abbiamo inseguito e poi bloccato», ha raccontato all’Ansa. Poi ha aggiunto: «Provo amarezza e tanto dispiacere per le persone ferite, quello che abbiamo fatto passa in secondo piano».
Sui social Meloni ha ringraziato Signorelli dopo la visita a Modena: «Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio. Gli eroi, in fondo, non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi. Ed è proprio in quella scelta, così umana e così luminosa, che una vita normale diventa esempio e lascia un segno destinato a restare. Grazie Luca».
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