C’è un’Umbria di profondità che non entra in cartolina, ma vale un’esperienza

di Stefania Supino
C’è un’Umbria di profondità che l’appuntamento con la comunicazione, probabilmente, l’ha sempre rimandato. Eppure, più di una volta, la comunicazione se l’è vista arrivare addosso, da chi cercava autenticità. Ci abbiamo acceso i riflettori realizzando un tour che percorre il territorio dello Spoletino fino a Montefalco, zigzagando tra saperi, sapori e la fatica che impone la qualità. Alcuni nomi: Cantina Romanelli di Montefalco, Martinelli Carni di Strettura, Ristorante Linee di Spoleto, Hype Cocktail Bar, Agriturismo Villa Francesca di Castel Ritaldi, realtà che riservano un livello di cura e attenzione rara, dalle indiscusse potenzialità. Ad accendere i riflettori – per ora – è stata un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Kitchen Strategy, agenzia di comunicazione romana di Valentina Vitale, e Build, agenzia di Montefalco guidata da Gabriele Porfiri.
Idea «Quando Gabriele mi ha chiesto di aiutarlo a mettere in luce Linee, il ristorante guidato dalla chef Lavinia Grenga – racconta Valentina a Umbria24 -, gli ho chiesto di fare un elenco di custodi e valorizzatori del territorio da cui recuperava la materia prima. Perché il racconto di una cucina, se non è sostenuto dalla verità di chi coltiva, alleva, raccoglie e tramanda, rischia di restare un racconto a metà». Kitchen Strategy porta competenze di comunicazione su scala nazionale, Build conosce il territorio dall’interno: insieme le due agenzie hanno costruito un modello capace di tradurre l’eccellenza locale in narrazione riconoscibile, con la volontà di replicarlo.
Realtà C’è la cantina Romanelli, un’azienda agricola nata nel 1978 e consolidata intorno agli anni Duemila, quando il proprietario Denis aveva poco più di vent’anni. Da allora, la volontà di fare qualcosa e farlo bene: 30 ettari di terreno, di cui 8 dedicati alla vigna, dove nascono diverse tipologie di vino, dal Grechetto al Trebbiano spoletino fino al Sagrantino. C’è poi Martinelli Carni, la bottega di fiducia di Lavinia Grenga, qui solo fresco e chilometro zero. Il prodotto preferito di Lavinia è la pecora: un ingrediente che racconta la tradizione di un territorio. Nel tour trova spazio anche l’Hype Cocktail Bar di Montefalco, dove la cura per i dettagli è un valore cardine e ogni cocktail conquista la propria autenticità. Infine l’agriturismo Villa Francesca di Castel Ritaldi, nascosto nelle campagne della Valnerina.
Ospitalità «Da lì abbiamo scoperto un’Umbria diversa: meno legata all’immaginario cartolina e più costruita sul senso profondo dell’ospitalità. Un territorio fatto di mani, relazioni, stagioni e piccoli gesti quotidiani. Una cucina che non cerca effetti speciali, ma connessioni autentiche tra chi produce, chi cucina e chi si siede a tavola» conclude Valentina. Imprenditori, artigiani, produttori e ristoratori che in Umbria lavorano e che hanno molto da offrire, troppo a lungo rimasti oltre il confine della comunicazione. Ogni tappa è stata scelta per la sua storia e la sua identità per raggiungere media nazionali, buyer, operatori del turismo enogastronomico e un pubblico più ampio che ancora non conosce l’esperienza autentica nel Cuore verde d’Italia.
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