Sardegna

Domani lunedì in Sardegna c’è lo sciopero generale: trasporti e servizi ridotti. Ecco i settori interessati

Oristano

La mappa delle agitazioni

Lunedì di passione in Sardegna per lo sciopero generale di 24 ore indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB) e altre sigle sindacali. La protesta coinvolgerà diversi settori pubblici e privati: dai trasporti alla scuola, fino alla sanità e alla pubblica amministrazione. Per i cittadini sardi si preannuncia una giornata ricca di disagi, ma sono comunque previste le fasce di garanzia per tutelare i pendolari.

Vediamo nel dettaglio come si svolgerà l’agitazione nell’isola.

Trasporti: bus ARST e treni regionali

I disagi maggiori riguarderanno chi si sposta con i mezzi pubblici.

Autobus ARST: La segreteria regionale dell’USB Sardegna ha confermato l’adesione allo sciopero per l’intera giornata. Il personale viaggiante garantirà comunque il servizio completo in due fasce orarie: dalle ore 06:00 alle ore 09:29 e dalle ore 13:30 alle ore 15:59. Nel resto della giornata le corse dei pullman potrebbero saltare.
Treni regionali (Trenitalia): Lo sciopero del personale ferroviario è iniziato già alle ore 21:00 di domenica e andrà avanti fino alle ore 20:59 di lunedì. In Sardegna i treni regionali potrebbero subire cancellazioni o variazioni. I servizi essenziali saranno garantiti dalle ore 06:00 alle ore 09:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00.
Aerei: Il settore del trasporto aereo è stato esonerato da questa mobilitazione, per cui i voli da e per la Sardegna non subiranno modifiche legate a questo sciopero.

Scuola e Sanità

La protesta toccherà anche le aule scolastiche e gli ospedali:

Scuole: Negli istituti di ogni ordine e grado potrebbero verificarsi interruzioni delle lezioni o chiusure dei plessi a seconda dell’adesione del personale docente e ATA.
Sanità: Negli ospedali e negli uffici della sanità pubblica sarda saranno comunque assicurati i servizi d’urgenza e i livelli minimi di assistenza, mentre le visite programmate non urgenti potrebbero essere rimandate.

I sindacati hanno promosso la giornata di fermo per chiedere il rinnovo dei contratti, aumenti salariali e maggiori tutele sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Domenica, 17 maggio 2026

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