Quattro punti contro lo spopolamento del centro storico

“Il centro storico di Arezzo si sta spopolando. Non è una percezione — è realtà: serrande abbassate che non riaprono, famiglie che se ne vanno, giovani coppie che non arrivano, botteghe artigiane scomparse.” Così Lucia De Robertis, candidata nella lista Pd per le prossime amministrative introduce uno dei temi che sono parte del programma di Vincenzo Ceccarelli, candidato sindaco del centrosinistra per Arezzo. “Vincenzo dedica al centro storico un piano organico in quattro punti per invertire questa tendenza e restituire vitalità al cuore della città. Le proposte nascono dall’ascolto diretto degli abitanti e dei commercianti, in tante chiacchierate che hanno coinvolto residenti, operatori e associazioni di categoria.”
“Il programma di Vincenzo Ceccarelli parte dalle persone — dichiara Lucia De Robertis – Sono nata e abito nel centro storico, ascolto i residenti, parlo con i commercianti. Quello che emerge è sempre lo stesso: una città che non sa più proteggere chi la abita e chi ci lavora ogni giorno. Chi vive in centro sa benissimo che quello spazio non gli appartiene in esclusiva — convivere con eventi, turisti e fruizione esterna fa parte del patto implicito con cui si sceglie di abitare qui. Ma una buona amministrazione si fa carico di gestire le criticità e consentire questa convivenza. Questo è ciò che Vincenzo Ceccarelli farà.”
I punti del programma per il centro storico
“E’ intenzione di Ceccarelli, attivare il Progetto POP UP, strumento già previsto dalla L.R. 62/2018 art. 110 e collaudato in cinque comuni toscani con 114 locali sfitti riaperti dal 2016. Mappatura dei locali vuoti, accordi con i proprietari per cessioni temporanee gratuite, bandi pubblici aperti a tutti, agevolazioni fiscali per chi aderisce. I bandi premieranno esplicitamente l’artigianato locale — restituendo al centro quella tradizione orafa che i turisti cercano e non trovano più — insieme a giovani imprenditori, produttori del territorio e servizi di prossimità per i residenti.”
Si parla poi dei costi proponendo affitti accessibili per contrastare la desertificazione abitativa: “Appartamenti sfitti o dirottati sulle locazioni turistiche brevi da un lato, giovani coppie e famiglie che non trovano offerta accessibile dall’altro. Un paradosso emerso con forza nei confronti con i residenti. Bisogna prevede accordi con i proprietari privati per affitti a canone concordato con riduzione dell’IMU come contropartita, promozione attiva del canone concordato oggi ignorato dall’amministrazione uscente, priorità alle giovani coppie e alle famiglie con bambini, attivazione dei contributi regionali all’affitto mai pienamente utilizzati. A questo si aggiunge l’introduzione di abbonamenti agevolati sui parcheggi a rotazione per i residenti, perché chi vive in centro non può essere penalizzato ogni volta che arriva un evento.”
Attenzione anche al patrimonio pubblico in centro storico con un piano specifico: “Bisogna prevede una ricognizione completa degli immobili pubblici nel centro storico — oggi inutilizzati, sottoutilizzati o in stato di degrado — con destinazioni d’uso chiare: spazi per associazioni, laboratori artigiani, servizi di prossimità, residenze per giovani. Gli affidamenti avverranno tramite bandi trasparenti mantenendo la proprietà pubblica, con una programmazione degli interventi di recupero che preceda le emergenze. L’opposto di quanto accaduto con la ex Caserma Cadorna, dove si è intervenuti solo sotto la spinta dei fondi PNRR e con un percorso partecipativo che l’Ordine degli Architetti di Arezzo ha definito pubblicamente un rito nel quale ratificare quanto già deciso.”
Per i problemi del centro storico previsto un tavolo permanente: “Sono stati gli stessi abitanti e commercianti incontrati in questi mesi a chiedere con forza uno spazio stabile di confronto con l’amministrazione. Ceccarelli intende istituire un tavolo permanente sul centro storico — residenti, operatori, associazioni e Comune riuniti ogni trimestre — per monitorare le politiche e adattarle alle esigenze reali di chi vive e lavora qui. I cittadini e gli operatori al tavolo prima che le decisioni siano prese, non dopo.”
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