Macchina del fango da fine campagna elettorale. Non accettiamo lezioni da chi è disperato

“Quando mancano pochi giorni al voto e la destra vede svanire il proprio vantaggio, scatta puntuale la macchina del fango. L’attacco scomposto del candidato di Fratelli d’Italia sulla mia storia professionale ne è la prova evidente: un mix di furberie e di disperati accostamenti pur di evocare fantasmi del passato”.
Lo dichiara il candidato sindaco della coalizione dei partiti di centrosinistra e della lista Arezzo Partecipa, Vincenzo Ceccarelli: “Rispondo con la massima serenità e trasparenza, la stessa che ha guidato tutta la mia vita pubblica e che è depositata nei miei curriculum e nei registri pubblici, consultabili da chiunque – continua Ceccarelli –. Sono stato un dipendente privato in aspettativa per mandato politico, una condizione prevista e tutelata dall’Articolo 51 della nostra Costituzione e dalle leggi della Repubblica per permettere a chiunque, e non solo ai ricchi, di fare politica. Durante il periodo di aspettativa, non ho avuto alcun ruolo gestionale, né poteri di firma, né responsabilità amministrative nella società C. ON Company S.r.l., della quale ero dipendente. Chiedere a un dipendente in aspettativa conto del perché una società non depositi i bilanci o abbia la Pec revocata dimostra una totale ignoranza delle più elementari norme del diritto societario o, peggio, una precisa malafede. Di quegli adempimenti risponde l’organo amministrativo, non certo un lavoratore il cui rapporto è sospeso per legge. Quanto ai contributi previdenziali, si tratta di contributi figurativi previsti dalla legge nazionale per tutti i lavoratori dipendenti eletti nelle istituzioni, versati secondo le norme vigenti. Tutto alla luce del sole, tutto certificato, senza alcuna anomalia. L’unica cosa che sento di dover fare é scusarmi per aver confuso, nel rispondere ad una domanda durante un confronto tra candidati, l’incarico di general manager, con quello di project manager. Infine – conclude Ceccarelli – il tentativo goffo di accostare il mio nome alle vicende di Banca Etruria è semplicemente ridicolo. Gli aretini sanno benissimo chi sono, conoscono la mia onestà e non si faranno distrarre da questi mezzucci. Noi continuiamo a parlare di Arezzo e della svolta che serve per ridare forza e futuro alla nostra città. Lasciamo il fango a chi non ha argomenti per dimostrare di aver saputo governare questa città”.
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