Modena, Piantedosi: esclusa la pista terrorismo

Il giorno dopo il drammatico investimento che ha sconvolto il centro storico di Modena, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani sono arrivati in città per partecipare a un vertice sulla sicurezza in Prefettura. Ad accoglierli c’erano il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e il sindaco Massimo Mezzetti. Al centro dell’incontro, l’analisi dell’attacco compiuto da Salim El Koudri, il 31enne nato in Italia e di origini marocchine che sabato ha travolto la folla con la sua auto, ferendo otto persone, quattro delle quali ancora in gravi condizioni. L’uomo si trova in stato di fermo con l’accusa pesantissima di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello.
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“Non emerge una matrice terroristica”
All’uscita dal vertice, Piantedosi ha voluto chiarire subito uno dei punti più delicati dell’inchiesta: al momento non ci sarebbero elementi che facciano pensare a un attentato pianificato o a una matrice terroristica. “Gli inquirenti faranno ulteriori accertamenti, ma quello che è accaduto è collocabile in una situazione di disagio psichiatrico”, ha spiegato il ministro. Una precisazione importante, perché nelle prime ore si era temuto anche un possibile scenario diverso. “Eravamo e siamo ancora un po’ preoccupati per la giusta collocazione del fatto, perché se ci fossimo trovati davanti a un movente estremista avremmo dovuto prendere atto che per la prima volta ci era sfuggito qualcosa nel sistema di prevenzione”. Secondo il titolare del Viminale, invece, l’assenza di collegamenti con ambienti radicalizzati rappresenta un elemento di sollievo.“Registrare che non c’entra nulla con il terrorismo e che non ci è sfuggito nulla dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo ci conforta”.
“La componente psichiatrica è molto evidente”
Piantedosi ha ribadito più volte che la pista prevalente resta quella del disagio mentale. “La componente psichiatrica è storicamente molto molto evidente”, ha spiegato, ricordando che il 31enne era già stato ricoverato in passato per problemi psichici. Il ministro ha però precisato che questo non deve in alcun modo ridimensionare la gravità dei fatti. “Questo non è un minimizzare, perché gli effetti si sono visti. La tragicità del fatto rimane qualsiasi sia la motivazione”. Una riflessione che si collega anche al dibattito aperto nelle ultime ore sulla gestione della salute mentale e sulla prevenzione di episodi di violenza improvvisa.
Il coraggio dei passanti e la risposta della città
Un altro punto centrale affrontato dal ministro riguarda la reazione immediata dei cittadini e della macchina dei soccorsi. Piantedosi ha lodato il coraggio dei passanti che hanno fermato El Koudri, evitando conseguenze ancora peggiori. “Modena ha mostrato una capacità di reagire in piena sinergia con le istituzioni. Questi cittadini, a rischio della propria incolumità, si sono prodigati per fermare questa persona”. Alcuni di loro sono intervenuti anche nei primissimi soccorsi ai feriti, prima ancora dell’arrivo delle ambulanze.
L’elogio a medici, poliziotti e soccorritori
Il ministro ha poi rivolto un encomio a tutte le persone coinvolte nella gestione dell’emergenza. “Non c’è stato poliziotto, operatore sanitario o chiunque altro che non abbia dimostrato, in una circostanza così tragica e complicatissima, una capacità di reazione di cui possiamo essere orgogliosi”. Un riconoscimento che si aggiunge a quello già espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni, entrambi presenti oggi negli ospedali di Modena e Bologna per visitare i feriti.
“Era doveroso essere qui”
Per Piantedosi, la presenza dei vertici dello Stato a Modena rappresenta anche un messaggio preciso. “Era doveroso venire in città per testimoniare la vicinanza del Governo e dello Stato. Modena ha mostrato capacità di reagire, anche dentro una situazione così tragica e complicata”. Mentre le indagini proseguono e i medici continuano a monitorare i pazienti più gravi, resta una città ancora ferita, che prova a ritrovare equilibrio dopo una giornata che ha cambiato tutto.
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