Emilia Romagna

Consiglio comunale straordinario a 80 anni esatti dalla prima seduta del 17 maggio 1946


Ottanta anni fa, il 17 maggio 1946, si insediava a Ravenna il consiglio comunale espressione delle prime elezioni democratiche del precedente 7 aprile. Una ricorrenza storica che è stata celebrata questa mattina, nello stesso giorno, in un teatro Alighieri affollato e commosso, con una seduta straordinaria dell’attuale consiglio comunale, nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario della fondazione della Repubblica, in corso fino al 2 giugno prossimo. Hanno aperto le celebrazioni il sindaco Alessandro Barattoni e il presidente del consiglio comunale Daniele Perini, che hanno ricordato le donne e gli uomini che hanno contributo alla ricostruzione della città nei ruoli pubblici, richiamandone i nomi, ma anche da privati cittadini. E’ intervenuto il prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi che ha espresso, tra l’altro, gli auguri di buon “compleanno” alla città.

Alessandro Luparini, storico e direttore della Fondazione Casa di Oriani, ha quindi tracciato un excursus sugli eventi precedenti e successivi alle elezioni amministrative del 7 aprile del 1946 che portarono all’insediamento del primo Consiglio comunale il 17 maggio, nel quadro generale della nascita della Repubblica italiana. All’evento sono stati invitati e hanno partecipato numerosi ex sindaci, assessore e assessori, consigliere e consiglieri che si sono avvicendati da quella data a oggi e che hanno ricevuto da parte del sindaco Barattoni e del presidente Perini attestati di riconoscimento e parole di gratitudine. Erano presenti gli ex sindaci Giordano Angelini e Vidmer Mercatali, mentre, impossiilitati alla presenza, hanno inviato messaggi di saluto Aristide Canosani, Michele de Pascale nonchè l’arcivescovo monsignor Lorenzo Ghizzoni.

Sulle pergamene è scritto: “Nell’ottantesimo anniversario dell’insediamento del primo consiglio comunale, il sindaco e il presidente del Consiglio comunale Le esprimono la più sentita gratitudine e riconoscenza per l’impegno civico con il quale ha partecipato alla vita pubblica e all’attività amministrativa di questa citta. Un prezioso contributo alla pratica democratica e partecipativa nel senso più alto del termine, nel solco di quella tradizione civica e di rispetto verso le istituzioni che contraddistingue da sempre lo spirito della nostra comunità”.

Gino Gatta, noto con il nome di battaglia “Zalet” (Campiano 1909 – Classe 1972), è stato il primo sindaco di Ravenna eletto dopo una consultazione popolare, quella appunto del 7 aprile 1946, che ha portato alla costituzione del primo Consiglio comunale del dopoguerra. Fu poi il Consiglio stesso a eleggere il sindaco, poiché all’epoca l’elezione del primo cittadino non avveniva ancora a suffragio diretto. Partigiano e politico comunista, Gino Gatta ha guidato la città nel difficile periodo della ricostruzione dopo la Liberazione fino al 1950. Durante il suo mandato, fu protagonista della rinascita cittadina, per poi dimettersi nel 1950 e rimanere attivo politicamente come vicepresidente della Provincia fino al 1956. Il suo operato ha segnato l’inizio della storia democratica ravennate dopo il fascismo; Gatta è ricordato come il sindaco della ricostruzione. Dal 1946 ad oggi si sono succeduti 14 sindaci, alcuni hanno svolto il ruolo di primo cittadino per più consiliature. Nel primo discorso della consiliatura, rivolto a tutti i consiglieri, il sindaco Gatta sottolineerà che al di sopra degli interessi di partito dovrà prevalere l’interesse del Comune.

Sono 40 i consiglieri che compongono quel primo consiglio comunale, appartenenti alle seguenti liste: Blocco della ricostruzione (Pci, Psiup, Partito d’azione), Partito repubblicano italiano, Democrazia cristiana. Il consigliere che aveva ricevuto più preferenze (27.077) fu Arrigo Boldrini (Pci); nella lista del Parito repubblicano italiano Aldo Spallicci (21.959), in quella della Democrazia cristiana Benigno Zaccagnini (6.890). Due le donne elette: Ellia Berardi (Pc – 25.426 preferenze) e Bianca Zirardini (Psiup – 24.844 preferenze).


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