Taranto, conto alla rovescia per il Medimex 2026: parla il coordinatore
Cesare Veronico, coordinatore del Medimex, racconta l’edizione 2026: cinque giorni di musica e non solo, tra pop e punk a Taranto
Manca esattamente un mese (17 giugno 2026; ndr) alla XVI edizione del Medimex Music Conference e International Festival. La cinque giorni, dal 17 al 21 giugno, comprenderà un calendario all’insegna di concerti internazionali, panel, tavole rotonde ed eventi formativi. Live del calibro di Pet Shop Boys, Suede, Slowdive, NYC Redux Band playing the music of Ramones e Agents of Time. Come da tradizione ci sarà una mostra dal 17 giugno al 6 luglio all’interno del MArTA, Museo Archeologico Nazionale di Taranto, ‘Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City’.
Per rimanere in tema ricordiamo ‘Hey! Ho! Let’s go!’, opera originale di projection mapping di Roberto Santoro e Blending Pixels. Troveremo anche il progetto di Diodato, ‘Le strade del Mediterraneo’. Al secondo anno con ospiti Sara Gioielli, Davide Ambrogio e Sami Galbitto. Come novità 2026 ci sarà la prima edizione di ‘Medimex Hip Hop Lab’ con Shablo, Murubutu, Davide Shorty e Gep Caserta. Infine tra gli ospiti bisogna citare Eugene Hutz (Gogol Bordello), Viktoria Espinosa (Puzzled Panthers/Gogol Bordello), Brian Chase (Yeah Yeah Yeahs), Kid Congo (ex-Bad Seeds), Eugenio Finardi, Michele Riondino, Roberto Ottaviano e Carolina Bubbico.
Cesare Veronico è coordinatore sia del Medimex che di Puglia Sound. La sua carriera segna la scena musicale pugliese. Da dj a conduttore radiofonico per Radionorba e Rai, ma anche giornalista per diverse riviste musicali. Proprietario di negozi di dischi e jazz club. Organizzatore di concerti. Consigliere e assessore comunale a Bari, ma anche per la Provincia di Bari. Infine presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Ascoltiamo le parole di Veronico che ci ha raccontato del Medimex.
Edizione 2026 del Medimex tra cultura pop e punk. “Due espressioni artistiche apparentemente in contrasto ma in realtà con tanti punti in comune” come hai dichiarato nella presentazione del festival. Quali sono?
“L’inclusività per esempio. Erano due culture iconografiche. A me diverte il fatto che sono solo apparentemente conflittuali. Nella storia abbiamo visto molti gruppi punk diventare pop. Per esempio gli Offspring o i Green Day che hanno fatto ballate pop partendo dalla tradizione punk. Per cui è un dato progettuale che declineremo in più iniziative durante il festival”.
NCY Redux Band Playing the music of Ramones è un progetto realizzato dal Medimex a cura di Marc Urselli. Un supergruppo made in Usa progettato a Taranto. Come nasce questa idea di celebrare i Ramones? La celebrazione dei 50 anni dalla nascita di questo fenomeno che ha rivoluzionato musica, moda e cultura in cos’altro verrà espresso?
“Ci sarò la mostra ‘Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City’, dedicata alla band più importante della storia del punk. Il genere nasce negli Stati Uniti nel 1976 proprio con i Ramones. Il gruppo americano verrà portato da Danny Fields in Inghilterra e li incontreranno i Clash. Nascerà così il filone europeo e inglese del punk. L’idea del supergruppo nasce nel momento in cui Marc Urselli mi regala i due album che lui ha prodotto in tributo ai quattro fratelli del punk, ‘Marc Urselli’s Ramones (Redux)’. Qualche mese dopo l’ho chiamato chiedendogli se poteva mettere elementi di varie formazioni per il Medimex. Lui ha accettato mettendo insieme musicisti di livello come Gogol Bordello, Yeah Yeah Yeahs, New York Dolls, il bassista di Joan Jett”.
Dream world: the Greatest Hits Live dei Pet Shop Boys, duo synth pop inglese anni 80, ha una superproduzione. Ci racconti qualcosa in più?
“È la serata pop. Non ci piace essere etichettati. Abbiamo immaginato una serata che diventasse una festa nell’ambito della cultura pop e dance. Un impatto visivo e scenografico impressionante, con loro che inanellano tutte le loro Hits. Ci sarà anche una produzione pugliese, Agents of Time”.
La domenica del 21 giugno sul palco oltre al punk sarà presente lo shoegaze degli Slowdive e il britpop dei Suede. Quanto è difficile intercettare questi gruppi per il sud Italia? Anche alla luce dei continui aumenti dei prezzi dei cachet?
“Si è sempre più difficile. Negli ultimi dieci anni abbiamo visto aumentare anche del 100% i cachet degli artisti. Mentre il nostro budget, proprio perché la nostra è una manifestazione con circa settanta iniziative, è sempre lo stesso. E non siamo molto aiutati dalle agenzie italiane. Parlando dei live, posso dire che Robert Smith invita sistematicamente gli Slowdive ad aprire i suoi concerti. Con i Suede continuiamo con la tradizione del brit pop. Abbiamo avuto Liam Gallagher, i Pulp, il batterista dei Blur. Spero di avere presto i Gorillaz”.
Il Medimex ogni anno sta diventando un appuntamento di rilievo non solo per la Puglia ma per tutto il sud Italia. Quanta partecipazione viene registrare dalle regioni vicine, in particolare dalla Calabria?
“Come manifestazione che tiene insieme conferenze sulla musica e concerti posso dire tranquillamente che è la migliore che c’è in Italia. Avendo costantemente la geografia di chi arriva per il Medimex vedo biglietti comprati dal sud America o dall’Australia. Avere formazioni in esclusiva nazionale come lo è nel caso dei Suede e degli Slowdive aiuta. Oppure l’unica data, eccetto Padova, dei Pet Shop Boys. Poi la Calabria è una fucina di partecipanti, paragonabile alla Campania. E parlando di città calabre, la presenza da Cosenza spicca”.
A tal proposito come vedi gli eventi e i festival realizzati in Calabria e, ancor più nello specifico, a Cosenza? Hai mai avuto modo di avere collaborazioni in terra calabra?
“Conosco personalmente tanta gente che si occupa di musica in Calabria. Non ci sono state occasioni, però mi farebbe molto piacere partecipare a qualche evento musicale”.
Da conduttore radiofonico a dj, a giornalista, organizzatore di concerti, per poi diventare gestore di locali e negozi di dischi. Ora ti occupi del Puglia Sound e del Medimex. Una vita dedicata alla musica e alla cultura. Quanto è stato importante, e sicuramente complesso, seguire questo percorso?
“Importante avere la sensibilità di immaginare iniziative che coinvolgessero persone, che fossero partecipate, anche con un biglietto popolare. Deriva dal mio lavoro da privato. Ma anche con il denaro pubblico. Gli incassi del Medimex sono reinvestiti in iniziative che hanno ricaduta sul sistema musicale e culturale pugliese. Parallelamente è stata importante la mia esperienza da politico”.
Ho letto che tra gli incontri di artisti tra i più importanti ci sono stati quelli con David Bowie e Adrian Borland, dei Sound. Di chi invece conservi il rimpianto di non aver mai potuto incontrare e in chi invece speri di poterti imbattere?
Molti degli artisti che preferisco ho avuto la fortuna di incontrarli professionalmente. Benché non avessi mai avuto la spinta all’incontro con le grandi personalità.
Però posso nominare un artista che mi affascina molto al momento. E penso che in una cena avrei elementi di discussione. Mi riferisco a Brian Wilson.
Infine non posso non chiederti di raccontarmi del negozio di dischi Doktor Music. Sia per il riferimento ai Blue Öyster Cult. Sia per sapere la tua opinione su questa ondata di ritorno al vinile o comunque al supporto fisico.
“Non credo sia una questione legata all’ascolto. Il vinile è un rituale. Non avendo internet ho comprato tanti dischi perché mi piaceva la copertina. Il rituale di togliere il disco dall’interno della copertina. Sfilarlo, metterlo su piatto e poi posare la puntina. Prima dell’ascolto c’è tutto questo che non scomparirà mai. Ne sono convinto”.
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