Alto Adige, tre nuovi elicotteri per il soccorso: il Pelikan vola verso il futuro – Cronaca
BOLZANO. Tre nuovi Airbus Helicopters H145 D3. Il primo entrerà in servizio a breve alla base di Lasa, il secondo a Bolzano a luglio, il terzo entro fine anno a Bressanone. Sono i nuovi Pelikan dell’azienda sanitaria altoatesina destinati all’elisoccorso. Costerebbero 12 milioni di euro l’uno, e volendone essere i proprietari, se ne dovrebbero acquistare quattro, tenendone sempre uno a terra per supplire a eventuali avarie o in caso di manutenzione di uno degli altri tre. Personale a disposizione compreso.
E allora, l’associazione Heli elisoccorso Alto Adige, ed è il terzo caso a livello nazionale, come ente del terzo settore è riuscita in un’impresa burocratica non da poco: affidare un servizio a terzi. In questo caso al colosso internazionale Avincis. Mezzi e parte del personale, banalizzando, noleggiati. Per capire la novità, basta contare il numero di pale. I mezzi in servizio oggi ne hanno quattro, questi sono dei pentapala, ossia il rotore principale ha cinque pale. Maggiore carico utile, riduzione delle vibrazioni, e svariati altri vantaggi. Il nuovo mezzo è stato presentato ieri sera alla base di via Böhler, al termine dell’assemblea annuale di Heli, l’elisoccorso Alto Adige di cui fanno parte Cai, Cnsas, Avs, Brd, Croce Bianca e Croce Rossa, Soccorso acquatico.
Una presentazione significativa, dentro all’hangar dell’elisoccorso. Le cui porte basculanti, a un certo punto, si sono dovute chiudere di fretta, perché fuori il vero Pelikan 1 in servizio è dovuto decollare davvero: emergenza in val Gardena. E discorsi ufficiali interrotti per tre minuti. Tanto serve per il decollo. Un servizio – come ha ricordato l’assessore alla sanità Hubert Messner, allora tra i protagonisti – nato quarant’anni fa, nel 1986, con gli Alouette e una logistica quasi più improvvisata che poco strutturata. Oggi è diventato un’eccellenza a livello nazionale. Per dire: la piazzola del San Maurizio è una delle due in Italia ad essere certificata per l’illuminazione notturna di ultima generazione. Il solo Pelikan 1, come si evince dal bilancio sociale pubblicato ieri, ha operato l’anno scorso 1.066 interventi, con un aumento del 6,15% rispetto all’anno precedente, per 39.191 minuti di volo. E, calcolando che un minuto di volo costa in media 140 euro, si ha un’idea immediata del costo totale.
Come spiega il direttore Stefan Viehweider, compreso anche l’Aiut Alpin Dolomites, l’elisoccorso in Alto Adige costa una ventina di milioni di euro l’anno, per circa metà coperti da ticket, rimborsi da altre regioni, assicurazioni private dei feriti trasportati. Avanzano una decina di milioni di euro. Facendo un conto a spanne per capirsi, fanno circa 18 euro l’anno ad altoatesino. Bazzecole, se si pensa a quanti vengono salvati e che altrimenti, senza elicottero, non ce la farebbero. Lesioni tempo-dipendenti, le hanno chiamate ieri l’assessore Messner e il primario del 112 Marc Kaufmann (il quale, pur essendo tale, una volta al mese vola come medico di bordo, per poter meglio comprendere cosa avviene in emergenza e poter così coordinare con cognizione di causa).
E in una terra orograficamente complessa come l’altoatesina, l’unica è l’elicottero. Oggi si vola fino alle 22, d’estate fino alle 23. Almeno su Bolzano – ancora non si è deciso nulla, ma si sta valutando – si potrebbe anche estendere sulle 24 ore. Di notte in media meno interventi, è una questione di costi-opportunità. Per il resto, come spiegato dal presidente Ivo Bonamico, il 54% dei trasportati sono altoatesini, il 14% residenti in altre regioni italiane, il 30% all’estero. Il trend è in aumento. Il 2025 è stato un anno impegnativo: +4,7% di interventi. A pesare sono (anche) le dinamiche del turismo.Ma quanto costa, essere soccorsi? Agli altoatesini – tolto chi è esente per patologie croniche – un intervento costa 100 euro di ticket. Agli altri viene caricato anche il costo reale, ossia i 140 euro al minuto. E per chi non è assicurato, sono dolori.




