«Numeri troppo bassi, occasione persa con l’ostello chiuso»

I numeri del turismo 2025 diventano terreno di scontro politico a Monselice. A contestare la lettura positiva dei dati da parte dell’amministrazione uscente è Fabio Conte, candidato sindaco della coalizione “Monselice Ritorna”, che parla di risultati insufficienti rispetto alle potenzialità della città, soprattutto nell’anno del Giubileo.
Secondo Conte, l’aumento registrato nel 2025 sarebbe troppo contenuto per essere presentato come un successo. Il dato al centro della critica è quello delle 2.709 presenze in più nell’arco dell’anno, che corrisponderebbero a una media di circa 7,4 pernottamenti aggiuntivi per notte. «Dire che il turismo a Monselice va bene perché abbiamo portato una media di 8 persone in più a notte non è solo un errore di calcolo – spiega Conte – è la certificazione di una totale mancanza di fiducia nelle potenzialità della nostra città. Chi governa non crede in Monselice e, quel che è peggio, dimostra di non avere alcuna fiducia nemmeno nelle proprie capacità amministrative».
Nel ragionamento del candidato sindaco entra anche il confronto con altri Comuni del territorio. Conte cita in particolare Tribano, dove è stato aperto un ostello da 24 posti, come esempio di una programmazione turistica più concreta rispetto a quella monselicense. «Mentre questa amministrazione festeggia le briciole – prosegue Conte – basta guardare a pochi chilometri da qui. Persino Tribano, un piccolo comune che non ha il nostro patrimonio monumentale né il nostro blasone, ha aperto un ostello da 24 posti. Fate due conti: il flusso che l’amministrazione festeggia come un successo, 7,4 persone a notte, sarebbe stato insufficiente persino per riempire l’ostello di Tribano. È l’umiliazione della nostra storia: un piccolo centro si attrezza per accogliere il triplo dei turisti che Monselice è riuscita a intercettare nell’anno più importante, quello del Giubileo».
Per Conte, il punto non è soltanto il dato numerico, ma l’atteggiamento politico e amministrativo che, a suo giudizio, emergerebbe dalla soddisfazione espressa sui risultati raggiunti. «Esultare per 7 o 8 persone in più a notte significa non avere idea delle potenzialità di Monselice. Potevamo portarne 80 di persone, ne abbiamo portate 8 e ci diciamo pure felici. Questo atteggiamento è pericoloso: se chi ci guida si accontenta del minimo sindacale, la città è destinata al declino». Uno dei nodi principali sollevati dalla coalizione “Monselice Ritorna” riguarda l’ostello di via Santo Stefano, struttura da circa 100 posti letto rimasta chiusa. Secondo i calcoli presentati da Conte, con un’occupazione media del 70% la struttura avrebbe potuto generare fino a 25.550 presenze annue, contro le 2.709 presenze aggiuntive registrate nel 2025.
Da qui la stima dell’occasione mancata. Oltre 22mila presenze potenziali che, secondo il candidato, avrebbero potuto portare benefici a ristoranti, bar, negozi e attività del centro storico. «Non è una sfida a chi spara il numero più alto, è economia reale – conclude Conte -. Tutti gli studi concordano nel quantificare in 40 euro al giorno l’indotto di un turismo ‘low cost’ come quello Giubilare. Soldi che sarebbero andati a Bar, ristoranti, negozi. I 22.000 turisti ‘respinti’ dal portone chiuso dell’ostello avrebbero generato un indotto di circa 1 milione di euro per il nostro centro storico. Dire che siamo soddisfatti di questo risultato significa offendere l’intelligenza dei cittadini e dei commercianti. Monselice deve tornare a credere in se stessa e nelle sue capacità gestionali: noi siamo pronti a riaprire quel rubinetto che oggi è stato colpevolmente tenuto chiuso».
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