il casertano Maisto al centro del dialogo su formazione e cooperazione internazionale
Negli spazi di Palazzo De Mayo, nel cuore di Chieti, si è svolto un incontro di alto profilo istituzionale e diplomatico che ha visto protagonisti il corpo diplomatico del Burundi, guidato dall’ambasciatore Ernest Ndabashinze, e l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Un appuntamento che ha riunito mondo accademico, rappresentanze istituzionali e diplomatiche, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni tra Italia e Burundi sul piano della formazione universitaria, della ricerca e della cooperazione culturale.
Tra i presenti anche il consigliere comunale di San Marcellino Eugenio Maisto, che ha preso parte al confronto istituzionale portando l’attenzione sul ruolo dei territori e delle amministrazioni locali nei processi di internazionalizzazione e cooperazione culturale.
L’incontro, promosso nell’ambito delle attività del Centro Diplomatico di Cultura dell’Ambasciata del Burundi, ha rappresentato un momento di dialogo operativo tra istituzioni italiane e rappresentanze africane, con particolare riferimento ai temi della mobilità studentesca, degli scambi accademici e della costruzione di percorsi formativi condivisi.
Il rettore dell’Università “d’Annunzio”, Liborio Stuppia, insieme ai vertici accademici dell’ateneo, ha illustrato le prospettive di ampliamento delle collaborazioni internazionali, con particolare attenzione all’accesso facilitato per studenti burundesi e allo sviluppo di convenzioni dedicate.
Nel corso del confronto è emersa con forza l’idea di una diplomazia culturale intesa non come semplice rappresentanza formale, ma come strumento concreto di connessione tra sistemi educativi e scientifici differenti. In questo quadro, la presenza di rappresentanti istituzionali territoriali come Maisto assume un valore significativo nel legare le dinamiche internazionali alle realtà locali.
Il dialogo ha inoltre evidenziato l’importanza di una rete di cooperazione già avviata con altre università italiane, in un’ottica di sistema che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia come ponte accademico verso l’Africa.
L’iniziativa si inserisce così in un percorso più ampio di internazionalizzazione della formazione, dove università, diplomazia e istituzioni territoriali convergono verso un modello di sviluppo condiviso basato su conoscenza, scambio e progettualità comune.

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