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Hormuz, nuove tensioni e scambi di attacchi Iran-Usa. Trump: «Solo un colpetto»

L’esercito statunitense ha colpito «installazioni militari iraniane» in risposta a un attacco condotto contro tre proprie navi durante l’attraversamento dello Stretto di Hormuz verso il Golfo dell’Oman. Secondo il Comando statunitense per il Medio Oriente, le forze Usa hanno intercettato «attacchi iraniani non provocati» composti da missili e droni, rispondendo con «attacchi difensivi» che hanno preso di mira siti di lancio e infrastrutture responsabili dell’offensiva.

Sulla vicenda è intervenuto Donald Trump, sottolineando che i raid contro l’Iran in risposta ai loro attacchi sono solo un «colpetto» e ha esortato Teheran a firmare un accordo «rapidamente», minacciando ritorsioni: «In futuro li colpiremo molto più duramente e con molta più violenza se non firmeranno l’accordo, e in fretta!». Di contro, il comando militare iraniano Khatam Al-Anbiya ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco colpendo una petroliera e un’altra imbarcazione, oltre a condurre raid nell’Iran meridionale «in collaborazione con altri paesi della regione». Teheran ha sostenuto di aver reagito infliggendo «danni significativi» alle navi americane. Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo (Bahrein, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait) hanno chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU una risoluzione contro l’Iran per l’ostruzione della navigazione a Hormuz.

«È in gioco la libertà di navigazione», ha dichiarato l’ambasciatore Usa Mike Waltz, nonostante il rischio di un veto russo sulla bozza. Parallelamente, Washington ha annunciato sanzioni contro il viceministro del petrolio iracheno, Ali Maarij al-Bahadli, accusato di aver dirottato greggio verso l’Iran, e ha chiesto l’immediato rilascio del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, in gravi condizioni nelle carceri iraniane. Resta alta la tensione anche in Libano, dove raid israeliani hanno causato almeno 12 morti nel sud del Paese; colloqui tra Libano e Israele sono previsti a Washington per il 14 e 15 maggio.

Missili e droni intercettati negli Emirati Arabi

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato oggi che le proprie difese aeree sono impegnate a contrastare attacchi missilistici e di droni provenienti dall’Iran. La dichiarazione del Ministero della Difesa, diffusa tramite il social network X, riferisce di intercettazioni avvenute «in varie parti del Paese». L’offensiva giunge poche ore dopo lo scambio di fuoco tra le forze degli Stati Uniti e la Repubblica Islamica, aggravando ulteriormente la tensione in un’area dove la fragile tregua, in vigore da quasi un mese, appare ormai prossima al collasso. Le autorità emiratine hanno confermato che i segnali delle operazioni di difesa aerea sono stati uditi chiaramente dalla popolazione in diverse aree del territorio nazionale. (AGI/AFP) Big


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