Lazio

tra i “Giardini d’inchiostro” e il Premio Achille Serrao

Esiste un pregiudizio diffuso secondo cui le nuove generazioni si sarebbero allontanate dalla lettura e dalla scrittura, lasciando la poesia e la narrativa in mano a “voci mature”. Tuttavia, la realtà che emerge dal cuore di Roma racconta una storia diversa: una storia di partecipazione, bellezza e “parole nuove, fresche e potenti”.

Giardini d’inchiostro: la letteratura che libera i giovani alla Sapienza

Il Festival di letteratura contemporanea “Giardini d’inchiostro” nasce dal desiderio di condividere bellezza e profondità nell’auditorium della cappella universitaria della Sapienza.

Il progetto, curato da Don Gabriele Vecchione, Cappellano della Sapienza, e da Francesco d’Alfonso, dell’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma, si propone come un dialogo aperto tra gli studenti e alcuni dei significativi protagonisti della narrativa odierna.

Il titolo racchiude un significato profondo, ispirato allo scrittore Christian Bobin che, nel libro “Più viva che mai”, crea un “giardino d’inchiostro” per mantenere vivo il ricordo della moglie scomparsa: tra le pagine, lei non è prigioniera di una lapide, ma continua ad abitare il mondo. Allo stesso modo, il Festival vuole dimostrare che i libri sono luoghi vivi. Come riflette don Gabriele Vecchione – Cappellano dell’Ateneo: «Non è vero che i giovani non leggono: leggono quando le proposte sono cariche di bellezza».

Il successo del debutto con Viola Ardone lo conferma.

L’incontro è stato molto ben organizzato perché ha coinvolto i giovani, i quali hanno potuto esporre delle riflessioni e porre delle domande partendo dal libro “Grande Meraviglia”

I giovani universitari hanno individuato brani di pagine del libro che sono state affidate per la lettura alla giovane attrice Eleonora Bernazza, diplomata all’Accademica nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico”. 

Il libro è ambientato a cavallo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, il periodo in cui in Italia entra in vigore la Legge 180 (Legge Basaglia). Il tema centrale è il passaggio da una visione del malato mentale come “pericolo pubblico” da recludere, a una visione di “persona” da curare e reinserire nella società.

La protagonista è Elba, una ragazzina nata e cresciuta all’interno di un manicomio (il “mezzomondo”) perché sua madre vi era stata rinchiusa. Il libro esplora cosa significhi essere liberi per chi non ha mai conosciuto il mondo esterno e come la vita tra le mura di un manicomio finisca per soffocare e cancellare l’identità di una persona.

Un altro tema cardine è il legame affettivo e intellettuale tra Elba e il dottor Fausto Meraviglia. Lo psichiatra, seguace delle idee di Basaglia, si prende cura di lei non solo come medico, ma come una sorta di padre adottivo. Il romanzo indaga la possibilità di salvarsi attraverso l’incontro con l’altro.

Ardone descrive con lucidità lo stigma che accompagna la “pazzia”. Il tema è la difficoltà della società “sana” di accettare chi è diverso, e come spesso il confine tra normalità e follia sia molto più sottile di quanto si creda.

È un libro che parla di cura, di memoria e della “meraviglia” della libertà, anche quando questa fa paura. Il titolo stesso gioca sul cognome del medico, ma soprattutto sullo stupore di scoprire il mondo per la prima volta, fuori dalle sbarre di un istituto

Il viaggio continua per tutto il mese di maggio con:

12 Maggio: Rosella Postorino (Le assaggiatrici).

19 Maggio: Samuele Cornalba (Bagai).

26 Maggio: Sandro Bonvissuto (Dentro).

Scrivere il futuro: il Premio “Achille Serrao”

Se i “Giardini d’inchiostro” celebrano la lettura, il Premio Nazionale “Achille Serrao” offre ai giovani lo spazio per diventare essi stessi artefici della parola. In un panorama spesso dominato da voci già affermate, questo concorso rappresenta una “boccata d’aria fresca” riservata esclusivamente agli under 40.

Il premio, dedicato alla memoria del poeta Achille Serrao — instancabile promotore di talenti e studioso della poesia dialettale — invita a presentare raccolte inedite sia in lingua italiana che in dialetto.

L’obiettivo è favorire la conoscenza di poeti emergenti e coltivare l’interesse delle nuove generazioni per una forma d’arte che spesso non trova spazi di confronto generazionale.

La partecipazione è gratuita e i vincitori vedranno la propria opera pubblicata nella collana Aperilibri a cura di Edizioni Cofine e assegnate 30 copie del testo.

Queste due iniziative sono la prova che, se sensibilizzati e coinvolti, i giovani non solo leggono, ma sanno abitare la letteratura con una sensibilità rara.

Mentre il festival alla Sapienza fiorisce ogni martedì di maggio, i giovani poeti hanno tempo fino al 31 maggio per inviare le proprie opere al Premio Serrao, trasformando l’inchiostro in un giardino di libertà e speranza.

Premio “Achille Serrao” per una raccolta inedita in italiano e in dialetto di autori under 40 – Poeti del Parco  

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