Centro trasfunionale Galliera, Giordano (M5s) e Sanna (Pd): “App con geolocalizzazione viola privacy dei lavoratori”

Genova. “Il caso della timbratura con geolocalizzazione imposta al personale del centro trasfusionale del Galliera, trasferito all’IRCCS AOM, è un fatto gravissimo perché introduce forme di controllo invasive sui lavoratori, senza che siano stati chiariti i presupposti giuridici, le garanzie e i limiti del trattamento dei dati. Non solo è inaccettabile che si sdogani un sistema che fa scempio della privacy, ma lo è ancora di più con l’aggravante di pretenderlo utilizzando dispositivi personali e senza certezze su tutele e limiti. La digitalizzazione non può trasformarsi in sorveglianza”.
Lo dichiarano il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, che sulla questione annuncia anche un esposto al Garante della privacy, e il capogruppo regionale del PD Armando Sanna. “Dalla documentazione ufficiale – aggiungono – emerge che, a seguito del trasferimento del personale, viene richiesto l’utilizzo dell’app “Irisweb” con timbratura geolocalizzata, nelle more dell’attivazione dei sistemi ordinari. È surreale”.
Sulla questione, appoggiando la denuncia dell’USB del Galliera, i capigruppo ravvisano che, mentre esistono soluzioni semplici e non invasive per la rilevazione delle presenze, “qui si introduce una geolocalizzazione che non può essere considerata una misura temporanea, ma rischia anzi di diventare un precedente pericoloso. Se passa questo principio, si apre la strada a forme di controllo sempre più estese sui lavoratori”.
Il M5S Liguria presenterà, come detto, un esposto al Garante, al quale faranno seguito un ordine del giorno fuori sacco, cofirmato dal capogruppo del PD Sanna, e una richiesta di commissione, entrambi urgenti. “Nell’esposto – informa Giordano – evidenzieremo diversi profili di criticità: possibile violazione del principio di minimizzazione dei dati previsto dal GDPR; assenza di chiarezza sulla base giuridica del trattamento dei dati di localizzazione; dubbi sul rispetto delle norme sul controllo a distanza; mancanza di un’informativa completa e trasparente; e necessità di una valutazione d’impatto (DPIA) per un sistema potenzialmente invasivo”.
“È ormai evidente: chi sta amministrando la Regione ha definitivamente perso la bussola, ammesso che l’abbia mai avuta. Condividiamo allora con i vertici dell’Ente un’informazione lapalissiana: la sanità ligure ha bisogno di misure credibili e concrete, oltre che di rispetto per i lavoratori. Certamente non ha bisogno di un “Grande Fratello” che non risolve il caos al quale sono loro malgrado quotidianamente sottoposti sia i sanitari sia i cittadini”, concludono Giordano e Sanna.




