Puglia

“Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone”: spettacolo teatrale e solidarità


OSTUNI – Il Rotary Club Ostuni Valle d’Itria Rosa Marina, presieduto dal dr. Pasquale Candelli, prosegue la sua opera umanitaria e di beneficenza presentando il 7 maggio alle ore 19 presso il Centro di Spiritualità Madonna della Nova in via S. Giovanni Bosco, 10, Ostuni, lo spettacolo teatrale “Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone”, testo di Dino Cassone con la regia di Dario Lacitignola.

Con la nuova produzione del Teatro Folletti e Folli, il Club rotariano intende raccogliere fondi a favore della campagna “End Polio New”, tra gli obiettivi più importanti della Rotary Foundation.
Il Rotary di Ostuni, negli ultimi due anni, ha realizzato importanti risultati a favore degli “ultimi” e dei “disagiati” in Italia e nel mondo.Recentemente, sono stati raccolti fondi per l’acquisto di materiale sanitario da inviare nel Reparto di ginecologia di un Ospedale del Tchad. Lo Stato africano è uno dei più poveri al mondo ove, ancora oggi, le donne partoriscono senza alcuna garanzia di sicurezza sanitaria e medica.
 Femmina infame – Il delitto di Emanuela Sansone, testo di Dino Cassone, interpreti: Tonia Argento e Luigi Del Vecchio con la partecipazione di Karol Colosi, musicista e attrice, regia Dario, Ubaldo Lacitignola. Produzione: Teatro Folletti e Folli

Trama

Siamo a Palermo, alla fine del XIX secolo, è trascorso da pochi giorni il Natale, la città si prepara a festeggiare l’ultimo giorno dell’anno. Il 27 dicembre 1896 Emanuela Sansone, una ragazza di appena 17 anni, viene uccisa a colpi di fucilate dalla mafia. La madre, Giuseppa Di Sano, vicina alla figlia in quegli attimi drammatici, è invece gravemente ferita. Nel capoluogo siciliano, operano gruppi criminali mafiosi, strutturati gerarchicamente, dediti a diverse attività illecite: usura, estorsioni, minacce, omicidi, fabbricazione di monete false. Due anni dopo il fatto delittuoso, il Questore Ermanno Sangiorgi – un romagnolo trapiantato in Sicilia – decide di interrogare la Di Sano per acquisire informazioni utili contro la mafia e per scoprire gli assassini della figlia.

Con l’interrogatorio della di sano, egli prova a scardinare il clima di omertà che regna a Palermo. La complicità e la paura che serpeggia fra la gente, infatti, è l’esempio più lampante di come la mafia abbia messo radici ben profonde in quella terra, difficile da arare. L’incontro con Giuseppa è duro, spigoloso, solo a tratti collaborativo, ma condurrà ad un importante risultato ed alle prime dichiarazioni – storicamente considerate tali – di una donna contro la mafia.

Oltre a descrivere la rappresentazione storica di un delitto di mafia realmente accaduto, lo spettacolo intende porre le seguenti ulteriori riflessioni. In primo luogo, l’analisi di ciò che è stato il fenomeno mafioso nella Sicilia di fine ‘800 e di ciò che, a distanza di 130 anni esatti, è ancora oggi alla luce della lotta e delle innovazioni legislative che lo Stato ha inteso condurre contro di esso. In secondo luogo, l’analisi di un tema – la violenza contro le donne e la loro sudditanza patriarcale nei riguardi dell’uomo – ancora oggi attuale ed oggetto di discussione.

Lo spettacolo – in virtù della sua impostazione – può essere presentato anche negli Istituti Scolastici Superiori e costituire oggetto di dibattito tra gli studenti.

 Dino Cassone è un giornalista pubblicista e collabora con varie testate on-line. É autore di vari romanzi: “I miei compagni di casa e bestie varie” (2008), “La radio. Storie di fantasmi e misteri” (2013), “Delitto nella bottega del droghiere” (2016), “Sorrisi e Veleni” (in formato digitale, 2016), “La bugiarda” (2016) e di prossima uscita “Un gelato buono da morire”. É anche autore di testi radiofonici e teatrali.

 

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