Mostra “Oracoli” di Sandra Marconato al Museo Eremitani dal 1 maggio al 25 ottobre 2026

Sandra Marconato
“Oracoli”
Museo Eremitani, piazza Eremitani 8 | Padova
1 maggio – 25 ottobre 2026
Dal lunedì alla domenica, 9-19
Ingresso con il biglietto del Museo
a cura di
Stefano Annibaletto e Francesca Veronese
Dettagli
Nel decennale della morte dell’artista Sandra Marconato (Padova, 1927-2016), tra le protagoniste più significative dell’arte italiana della seconda metà del Novecento, i Musei Civici di Padova, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, le dedicano un’installazione di arazzi al Museo Archeologico dei Musei Eremitani.
«Appartata, rigorosa, difficilmente assimilabile a una corrente o a una tendenza, Sandra Marconato occupa un luogo singolare nella storia artistica della città – dice l’assessore alla Cultura Andrea Colasio -. La sua è stata una presenza discreta ma incisiva, fatta più di lavoro che di dichiarazioni, più di sostanza che di racconto, e proprio per questo capace di lasciare un segno profondo e duraturo».
Dopo gli esordi a Venezia, giovanissima al telaio con Anna Akerdahl, e l’incontro con Carlo Scarpa, il suo lavoro si sviluppa lungo una linea che unisce rigore tecnico e attenzione progettuale. Da un lato emerge una disciplina attenta alla struttura e al ritmo, dall’altro una sensibilità che guarda anche agli effetti di luce e colore, in parte derivati dall’esperienza con il vetro scarpiano. Nel tempo, questo approccio contribuisce a portare l’arte tessile oltre i confini dell’artigianato, inserendola in un contesto contemporaneo e ottenendo riconoscimenti anche in sedi internazionali, come la Biennale di Venezia.
Un aspetto centrale della sua ricerca riguarda l’uso degli elementi: lana, garza, carta, cellulosa. Si tratta di materiali semplici, che l’artista trasforma in superfici leggere e stratificate, caratterizzate da variazioni minime e da un equilibrio tra tensione e trasparenza.
L’installazione attuale si inserisce in un filone di dialogo tra arte contemporanea e reperti antichi già sperimentato dal museo. In questo caso, alcuni arazzi realizzati negli anni Settanta – tra i più rappresentativi della sua produzione – sono collocati sopra tre mosaici romani. Le opere, sospese, si dispongono senza mai entrare in contatto diretto con i pavimenti antichi, creando un confronto visivo basato sulla distanza e sulla sovrapposizione.
Il titolo della mostra richiama l’oracolo di Delfi e allude a un processo graduale: qualcosa che prende forma lentamente, come un movimento che affiora dal basso. Un’immagine che si riflette negli arazzi, sospesi sopra i mosaici, come se emergessero da un pavimento antico.
Le opere, austere, immobili, silenziose, non si offrono come figure compiute, ma come apparizioni, soglie in cui la consistenza sembra assottigliarsi, fino a far intravedere qualcosa che non si lascia afferrare del tutto. In questa leggerezza, in questo continuo affiorare e ritirarsi, sta forse il punto più alto e più segreto della ricerca dell’artista.
Info web
https://padovamusei.it/it/biglietti-orari-musei
Foto articolo da comunicato stampa
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