Veneto

«Stop agli incentivi per chi applica contratti pirata»


Il Decreto Lavoro introduce che l’accesso a benefici e incentivi sarà riconosciuto solo a chi applica contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Una scelta accolta con soddisfazione da Patrizio Bertin, presidente di Confcom Confcommercio Veneto e Padova, che parla di un riconoscimento del valore della contrattazione di qualità e di un segnale importante per il terziario di mercato del territorio.

Secondo Confcommercio, il decreto rafforza il ruolo dei contratti costruiti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative e punta a garantire maggiore equilibrio, trasparenza e qualità nei rapporti di lavoro. Il provvedimento collega infatti gli incentivi pubblici al rispetto di livelli retributivi complessivi definiti dai contratti più rappresentativi, limitando lo spazio per pratiche considerate distorsive. «Sono state settimane di tensione ma adesso possiamo dire che i corpi intermedi hanno avuto ragione: il Decreto Lavoro è stato varato dal governo e introduce un principio destinato a incidere in modo significativo sul sistema delle imprese: l’accesso ai benefici e agli incentivi sarà riconosciuto a chi applica contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale».

Per Bertin si tratta di un passaggio arrivato dopo un confronto difficile, segnato anche dalla scelta di Confcommercio di non partecipare ad alcuni tavoli ministeriali in presenza di sigle accusate di sostenere contratti non rappresentativi. «E’ stato un approdo complicato – ha proseguito il presidente – perché per ben due volte siamo stati costretti a disertare il tavolo al ministero perché convocati assieme a quelle organizzazioni che dei “contratti pirata” fanno quasi il loro motivo di esistere. Una scelta drastica, la nostra, che alla fine si è rivelata vincente a tutela delle imprese corrette e, soprattutto, dei lavoratori che a causa dei “contratti pirata” venivano espropriati anche di 8 o 12 mila euro annui oltre che del welfare. Questo intervento va nella direzione giusta perché introduce un criterio semplice ma decisivo: premiare chi applica contratti seri e rappresentativi e, nel contempo, incentiva l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro dei giovani e delle donne».

Il tema riguarda anche la concorrenza tra imprese. Per Confcommercio, legare i benefici pubblici a contratti trasparenti e rappresentativi significa evitare che chi applica condizioni meno tutelanti possa godere degli stessi strumenti di sostegno rispetto alle aziende che rispettano pienamente il contratto del terziario. «Faccio mia – puntualizza il presidente di Confcom Confcommercio Veneto e Padova – la dichiarazione della premier Meloni laddove sottolinea che chi sottoscrive contratti pirata e chi sottopaga i lavoratori “non avrà diritto a incentivi pubblici sul lavoro”. Non vi è dubbio poi che in un contesto economico complesso servano regole chiare che diano certezza alle imprese. Il contratto del terziario, che in Italia è applicato ad oltre 3 milioni di lavoratori, rappresenta da sempre un punto di riferimento per equilibrio tra sostenibilità aziendale e tutela del lavoro. Legare i benefici pubblici a contratti trasparenti come il nostro significa riconoscere concretamente chi opera nella legalità e investe nella qualità».

Il provvedimento, secondo Confcommercio Veneto e Padova, conferma anche la centralità dell’assistenza alle imprese nella corretta applicazione dei contratti. In questo senso, Confcom Ascom Servizi Padova rivendica un ruolo di supporto alle aziende, offrendo indicazioni operative per garantire conformità normativa e accesso pieno alle opportunità previste. «Ciò che ci preme sottolineare – conclude Bertin – è che il rafforzamento del ruolo dei contratti collettivi rappresentativi, a partire da quello del terziario, non è solo una misura tecnica. Il “salario giusto” è una scelta di sistema: mettere all’angolo i cosiddetti “contratti pirata”, ristabilire condizioni di concorrenza leale e riconoscere valore a chi costruisce impresa nel rispetto delle regole non è più solo un auspicio, è un indirizzo politico chiaro. In questa direzione, il Decreto Lavoro segna un passaggio importante per la qualità del mercato del lavoro e per la credibilità del tessuto imprenditoriale».

 


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