è lui lo studente più promettente d’Italia
SAN SEVERINO Dalle Marche a Boston, fino al vertice dei giovani talenti italiani. È Leonardo Scoccia, 26 anni, di San Severino, a guidare la Nova 111 Student List 2026, la selezione annuale che individua i 111 studenti più promettenti del Paese. Il riconoscimento arriva dalla piattaforma Nova Talent, rete globale che seleziona profili ad alto potenziale sulla base di oltre mille candidature e più di 200 criteri di valutazione.
Il racconto
«È bello vedere il proprio lavoro riconosciuto, ma mi sento ancora all’inizio della carriera. È un punto di partenza, non un arrivo», racconta Scoccia.
Il suo percorso parte da San Severino e passa per Pavia, dove si laurea in biologia molecolare e genetica con il massimo dei voti e l’encomio della commissione. Poi nel 2024 il salto negli Stati Uniti, dove oggi è impegnato nel dottorato alla Harvard Medical School, a Boston. «Lavoro in un contesto di co-mentorship con la professoressa Marcia Haigis alla Harvard Medical School», spiega. Tra le collaborazioni principali c’è quella con il laboratorio del dottor Kevin Haigis al Dana-Farber Cancer Institute.
L’attività di ricerca si concentra su tumori del colon-retto e del seno, all’interno di progetti inseriti in un ecosistema scientifico fortemente interconnesso tra istituzioni accademiche e cliniche. Nel leggere il proprio percorso, Scoccia rifiuta ogni retorica del talento individuale: «Non credo esista qualcosa che renda una persona più talentuosa di un’altra. È una combinazione di contesto, opportunità e persone che si incontrano».
E insiste soprattutto sul ruolo della formazione italiana: «In Italia le opportunità ci sono, seppure difficili da intercettare. Io ho avuto la fortuna di studiare collegio Ghislieri e alla scuola universitaria Iuss di Pavia, che offrono strumenti e collaborazioni d’eccellenza». Un passaggio che si inserisce nel quadro più ampio della Nova 111: il 77% dei selezionati ha già svolto un’esperienza accademica all’estero e oltre il 73% prosegue oggi con una specializzazione fuori dall’Italia.
Al tempo stesso, il 72,7% dei profili proviene da atenei italiani, a conferma del ruolo centrale del sistema universitario nazionale, con le donne che rappresentano l’82% dei selezionati nelle aree Healthcare & Bio Sciences e una presenza maschile che arriva a sfiorare il 90% nei percorsi di Business e Ingegneria. Sul futuro e sul rientro in Italia, Scoccia non fa alcuna pianificazione rigida. Il dottorato proseguirà fino al 2030, ma oltre non si sbilancia: «Le opportunità si scoprono quando arrivano. Ha poco senso programmare tutto adesso. Cerco di lavorare al massimo su quello che ho davanti e restare aperto a ciò che verrà».




