Catanzaro, a Palermo un crash test da playoff
Anche se stavolta non mette in palio niente di rilevante Palermo-Catanzaro resta un confronto che ha spunti d’interesse da non sottovalutare. Dopotutto, quello di domani (ore 15) è un vero aperitivo playoff.
I giallorossi sono sicuri del quinto posto, mentre i siciliani dovrebbero avere la certezza di non poter raggiungere il terzo, per cui manca solo la matematica, e già questa condizione di classifica è singolare: se la squadra di Aquilani supererà il turno preliminare, in programma il 12 maggio con avversario ancora da definire, nel doppio confronto di semifinale affronterebbe proprio la corazzata di Inzaghi con andata al “Ceravolo” domenica 17 e ritorno al “Barbera” mercoledì 20.
L’obiettivo – ovvio – è ritornare sull’isola per giocarsi qualcosa di più importante, ma a questo punto è normale chiedersi che scontro sarà questo e soprattutto se entrambe proveranno a non scoprire tutte le carte ammesso ne siano rimaste coperte dopo un campionato quasi interamente in archivio. Anche Inzaghi, come Aquilani, ha detto che farà ruotare chi ha giocato meno per preservare qualche suo top player, ma la ricchezza della rosa gli consente comunque una formazione all’altezza delle ambizioni. Quindi non ci si annoierà.
Intanto perché il Palermo in casa non è lo stesso che in trasferta ha avuto qualche passaggio a vuoto di troppo: da novembre al “Barbera” ha vinto 11 gare su 12 segnando 30 gol e subendone appena cinque per un bottino di 34 punti, inferiore nel periodo solo a quello del Venezia. Rende bene l’idea dell’impatto interno anche il dato complessivo: 43 punti, cinque meno del Venezia e due meno del Monza, con la quale condivide il minor numero di reti subite (dieci). I rosanero sfoggiano anche l’impressionante cifra di 12 “clean sheet” su 18 uscite interne, di conseguenza per il Catanzaro misurarsi contro una difesa del genere è sicuramente un crash test rilevante in ottica playoff, a maggior ragione perché stavolta non ci sono né Iemmello (che tornerà per gli spareggi), né Cisse, cioè gli uomini che hanno deciso l’andata uno con l’assist e l’altro con un gol.
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