Stupro di gruppo su una ragazza di 23 anni dopo una serata in discoteca: oltre 5 anni di carcere in appello per due pallanuotisti genovesi

Genova. La prima sezione penale della Corte d’Appello di Genova ha condannato rispettivamente a 5 anni e quattro mesi e 5 anni e 5 mesi Tommaso Baldineti e Marco Nebbia, i due pallanuotisti genovesi condannati in primo grado a sei anni e tre mesi e sei anni e sei mesi per violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza di 23 anni, dopo una serata in discoteca.
Confermato l’impianto accusatorio ma solo state accolte le riduzioni di pena chieste dal procuratore generale Alessandro Bogliolo. In aula alla lettura della sentenza era presente la giovane vittima (assistita da Massimo Boggio) e il solo imputato Nebbia (difeso da Andrea Vernazza e Monica Tranfo), mentre Baldineti (difeso da Alberto Caselli Lapeschi e Michele Ispodamia) si trova negli Stati Uniti per un master. I due erano accusati anche di revenge porn, per essersi scambiati foto e video di rapporti intimi con tre ragazze, in questo caso consenzienti.
Nel processo davanti alla Corte d’appello il solo Nebbia (Baldineti era minorenne all’epoca di questi fatti e per questo è indagato presso il tribunale dei minori), per uno dei tre episodi è stato stabilito il non luogo a procedere per mancanza di querela mentre per una seconda ragazza (assistita dall’avvocato Pietro Bogliolo) è stata confermata la condanna in continuazione. Una terza ragazza era stata risarcita-
Lo stupro era stato denunciato dall’allora 23enne nel 2022, dopo una serata in centro a Genova proseguita poi in discoteca dove la ragazza aveva bevuto diversi alcolici. Fino all’arrivo a casa di Nebbia. A casa del 24enne però si era materializzato un incubo: la ragazza che aveva acconsentito ad avere un rapporto sessuale con il giovane che le piaceva ha visto arrivare in stanza anche l’altro. E i due, nonostante il suo rifiuto, l’hanno costretta trattenendola e prendendola a morsi, a subire rapporti sessuali contro la sua volontà.
Gli avvocati difensori degli imputati nelle repliche di questa mattina hanno a lungo insistito sulla non attendibilità della vittima, che è stata invece confermata dalla sentenza. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni.




