da Porto San Giorgio a Corridonia, un’eredità di coraggio e umanità

Le Marche non hanno mai dimenticato Alex Zanardi e non lo dimenticheranno mai. Non soltanto il campione capace di vincere in pista e nella vita, ma soprattutto l’uomo che, con il suo esempio, è riuscito a lasciare un segno profondo ovunque passasse. E tra i territori che più hanno sentito la sua presenza c’è senza dubbio quello marchigiano, dove negli anni Zanardi è stato accolto non solo come atleta, ma come simbolo di forza, speranza e ripartenza.
Il primo abbraccio delle Marche: Porto San Giorgio 2017
Il primo grande legame tra Alex Zanardi e le Marche nacque nel 2017, quando il campione arrivò per la prima volta a Porto San Giorgio per partecipare all’evento “La vita ha più fantasia di noi”, ospitato al Palasavelli.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione “Domino: Effetto Farfalla” con il patrocinio dei Comuni di Fermo, Porto San Giorgio e della Regione Marche, fu dedicata soprattutto ai giovani e agli studenti del territorio. A presentare la giornata fu Neri Marcorè, mentre Zanardi raccontò davanti a oltre 3mila ragazzi la propria esperienza dopo il terribile incidente che gli costò l’amputazione degli arti inferiori. «Non vi dovete mai arrendere – disse tra gli applausi e standing ovation -, inseguite sempre i vostri sogni».
Non fu una semplice conferenza motivazionale. Zanardi parlò della capacità di reinventarsi, della forza mentale e dell’importanza di trovare dentro di sé l’energia per rialzarsi anche nei momenti più duri. Una testimonianza che lasciò il segno e che rappresentò il primo vero incontro tra le Marche e l’uomo Alex Zanardi.
Corridonia capitale del paraciclismo
Fu però nel 2019 che il legame con il territorio marchigiano diventò ancora più forte. Corridonia ospitò infatti la Coppa del Mondo di paraciclismo, unica tappa italiana della manifestazione internazionale, trasformandosi per giorni nel cuore mondiale dello sport paralimpico.
La città accolse atleti provenienti da decine di nazioni e migliaia di appassionati, ma il centro dell’attenzione era inevitabilmente lui, Alex Zanardi, ormai diventato un simbolo universale di resilienza.
Durante una delle gare il campione fu anche vittima di una caduta. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata, riportò alcune ferite che resero necessari punti di sutura in diverse parti del corpo. Nulla di grave, però. Dopo le cure ricevute, Zanardi volle personalmente ringraziare medici e infermieri del reparto diretto dal dottor Rossi, prima di tornare a Corridonia per partecipare comunque alle premiazioni. Un episodio che racconta perfettamente il suo carattere e la sua determinazione.
L’abbraccio della città e delle scuole
Indimenticabile anche l’incontro al teatro Lanzi di Corridonia, dove il campione parlò davanti a una sala gremita. Con il suo stile diretto e mai retorico, pronunciò parole rimaste nella memoria di tanti: «Non sono un supereroe, sono uno che è sempre andato avanti».
Una frase semplice, ma capace di raccontare perfettamente il suo modo di affrontare la vita.
In queste ore di dolore, anche l’Ipsia “Corridoni” di Corridonia ha voluto ricordare quel momento vissuto dagli studenti durante la Coppa del Mondo di Paraciclismo del 2019.
In un messaggio pubblicato sui social, la scuola ha parlato di una “lezione di vita” lasciata ai ragazzi attraverso il sorriso, la determinazione e le parole del campione.
«Ci ha insegnato cosa significa non arrendersi mai, credere in se stessi e affrontare la vita con coraggio», si legge nel ricordo condiviso dall’istituto, che ha sottolineato come i valori trasmessi da Zanardi continueranno a vivere nelle nuove generazioni.
Il ricordo della città di Corridonia
Anche l’amministrazione comunale di Corridonia ha espresso il proprio cordoglio attraverso le parole del sindaco Giuliana Giampaoli, ricordando il legame speciale nato durante la Coppa del Mondo di Paraciclismo.
Nel messaggio istituzionale, la città ha definito Zanardi «simbolo di coraggio, resilienza e umanità», sottolineando come la sua presenza abbia ispirato atleti, volontari e cittadini.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Mario Cartechini e all’Associazione Club Corridonia Scuola di Ciclismo, protagonisti nell’organizzazione della manifestazione internazionale che portò il campione nelle Marche.
«Corridonia ebbe il privilegio di incontrare non solo un campione ma un uomo capace di trasformare ogni sfida in un messaggio di speranza», ha scritto il sindaco.
Le Marche nella rotta di “Obiettivo Tricolore”
Negli anni successivi anche le città marchigiane sono entrate nel percorso di “Obiettivo Tricolore”, la staffetta paralimpica ideata da Zanardi per promuovere inclusione, sport e rinascita attraverso il movimento.
Il progetto attraversò località come Jesi, Senigallia e Pesaro, coinvolgendo atleti paralimpici e associazioni sportive in una grande iniziativa nazionale nata proprio da un’idea del campione bolognese.
Un esempio che resta
Nelle Marche, come nel resto d’Italia, Alex Zanardi ha lasciato qualcosa che va oltre i successi sportivi. Le sue medaglie, le vittorie in handbike e le imprese paralimpiche hanno fatto la storia, ma a colpire davvero è sempre stata la sua capacità di rialzarsi.




