Marche

la cena a quattro mani per sostenere il Pediatrico Salesi

MONSANO Una serata, dove ogni portata diventa capitolo e ogni sapore ha un senso che va oltre il piatto. Mercoledì prossimo, alle 20, la Pizzeria Capriccio di Monsano ospita un evento che tiene insieme cucina, cultura gastronomica e solidarietà per l’ospedale pediatrico Salesi di Ancona. Al centro, un menù degustazione a quattro mani firmato da Angelo Tantucci e Lorenzo Stecconi, protagonisti di un dialogo culinario che unisce due realtà del territorio: la pizzeria Capriccio di Monsano e Avalon di Ancona.

Il progetto

A fare da cornice, la presentazione del libro “Cronache di Pizza”, progetto editoriale legato al mondo di The Great Pizza, che durante la serata diventa occasione di confronto sul linguaggio contemporaneo della pizza e sulla sua evoluzione. «È da qui che è nata l’idea – spiega Angelo Tantucci, titolare di Capriccio – da tempo pensavamo a una serata solidale e abbiamo colto l’opportunità della presentazione della guida nazionale di The Great Pizza, nella quale sia Capriccio sia Avalon sono stati inseriti tra le venti migliori pizzerie delle Marche». Una sinergia che nasce proprio da quel percorso comune. «La guida ha favorito l’incontro tra diverse realtà – aggiunge Lorenzo Stecconi, titolare della pizzeria Avalon di Ancona – con occasioni di confronto durante le presentazioni del volume. Si è creato un bel clima e siamo onorati di essere ospiti da Capriccio a Monsano per un’iniziativa così significativa: un gesto concreto di solidarietà verso un ospedale di eccellenza che ogni anno si prende cura di centinaia di bambini».

Il menù

Il format è quello della cena evento. L’intero ricavato, al netto delle spese, sarà devoluto alla Fondazione Salesi per finanziare le co-terapie dedicate ai piccoli pazienti. Un obiettivo chiaro, che trasforma la tavola in strumento di partecipazione. Il menù si sviluppa in più portate, preparate direttamente da Tantucci e Stecconi. Si parte con un’entratina legata al territorio e ai presìdi Slow Food, per poi passare a un primo che rilegge il panino in chiave contemporanea, tra porchetta, finocchio marinato e contrasti aromatici. La seconda portata amplia lo sguardo, con una sequenza che alterna crema di fave, salumi marchigiani e latticini, fino a costruire un equilibrio tra tradizione e tecnica. La terza portata spinge ancora più in là la sperimentazione, con un padellino al ciauscolo di maialino rosso della Marca, accompagnato da elementi vegetali e una spuma di olio alle erbe. In chiusura, un dessert che scompone e reinterpreta il tiramisù, tra crema, gel al caffè e amarene. Le prenotazioni sono ancora aperte. «L’auspicio – conclude Tantucci – è di riuscire a riempire la sala e coinvolgere più persone possibile, perché ogni partecipazione si traduce in un aiuto concreto per una causa importante».




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