Silvana Vetere, l’istruttrice di Krav Maga che insegna alle donne dell’Alto Adige a difendersi – Bassa Atesina
VADENA. Silvana Vetere, calabrese di Crotone arrivata in Alto Adige a 31 anni per lavoro, è una delle istruttrici più gettonate in provincia di Krav Maga, disciplina di origine israeliana particolarmente adatta alle donne perché insegna tecniche di autodifesa semplici, istintive ed efficaci, progettate per neutralizzare aggressori più forti e pesanti.
A chiederle di organizzare una serie di lezioni per ragazze e donne di Vadena – dove risiede da undici anni – è stata la vulcanica vicesindaca Martine Parise. “Il mio lavoro – sottolinea Silvana, che ha anche una lunga esperienza da guardia giurata – è prima di tutto mentale mentre la parte fisica si riduce spesso al 20 per cento. Ma se serve bisogna farsi trovare preparati”. A Bolzano, invece, lavora in una sala della palestra Simply Dancers, dove ha 22 allieve – tutte donne – dai 14 ai 55 anni.
Qual è l’obiettivo dei suoi corsi?
Cerco di accompagnare le mie allieve in un percorso di crescita attitudinale e mentale che ha precedenza anche sull’aspetto fisico. Ciò che insegno è lavorare sull’autostima. Voglio che le mie corsiste riescano a tirare fuori la vera forza che è nelle donne.
Cosa vuol dire in concreto?
Devono imparare a gestire la paura, a capire il linguaggio del corpo. L’uso della voce è importantissimo ma bisogna sfruttare al meglio anche i sensi e le nostre armi – testa, braccia e gambe – con colpi efficaci e scappare. Non dobbiamo combattere , quello si fa sul ring.
Lei punta molto sulla prevenzione. Esatto?
Sì è il primo passo fondamentale. Nei miei corsi parlo molto per far capire il perché di certe tecniche e facciamo simulazioni pratiche. Le ragazze hanno bisogno di capire e non di copiare ciò che faccio. Il copia e incolla lo lascio ad altri.
E come reagiscono le sue allieve?
Provate a toccare i figli a una mamma, diventa una furia. Ecco quella leonessa deve venire fuori nei momenti giusti. Ed è la mia missione. Voglio trasmettere alle donne la consapevolezza di quanto siano forti. Devono credere in loro stesse e soprattutto ricordarsi che non sono crocerossine.
A cosa si riferisce?
Alle mie allieve ripeto spesso che non si può cambiare una persona che non vede alcun problema nei suoi comportamenti ma si può cambiare il modo in cui tu – amica, moglie o fidanzata che sia – reagisci a quei comportamenti.
Quando si è avvicinata per la prima volta al Krav Maga?
Qui a Bolzano, 17 anni fa, leggendo un annuncio sull’Alto Adige. Ho appreso le basi e poi mi sono diplomata istruttrice fuori ragione con tecnici israeliani.
Cosa le hanno insegnato?
Che quando ci si siede in un bar o in un pub, ad esempio, sarebbe meglio sedersi ad un tavolo da cui si vede l’ingresso. E poi, prima di sedersi, è sempre opportuno guardare chi c’è già.
Non si rischia di vivere in un perenne stato d’ansia?
No, è un semplice esercizio mentale che aiuta ad evitare che qualcosa possa accadere. Meglio farsi trovare pronti a ogni eventualità.
A qualche allieva sono serviti i suoi insegnamenti?
Una in particolare era seguita da una persona e, come le ho consigliato, è entrata in un negozio. Si è sbarazzata di quella persona che non voleva incontrare senza alzare un dito.
Meglio diffidare sempre?
Giusto essere cortesi e rispettosi ma partendo dal presupposto che un ipotetico aggressore mira sempre a stabilire un contatto per poi carpire informazioni utili.
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