Economia

Ansia e insicurezza economica, i timori delle nuove generazioni per il loro futuro


Male di vivere. In un contesto segnato da ansia, insicurezza economica e pressione digitale, il 78% degli Zoomer (nati tra il 1997 e il 2012) e il 59,2% dei Millennial (nati tra il 1981 e il 1996) temono di non poter costruire una vita soddisfacente. A rilevarlo un’indagine realizzata nel primo trimestre 2026 sui canali Instagram di Serenis, piattaforma digitale dedicata al benessere psicologico, e Marketing Espresso, agenzia di marketing digitale, che ha coinvolto un campione di quasi 5mila persone composto da circa 4mila Millennial e mille Zoomer. Se si eccettua una componente ansiogena maggiore a carico degli Zoomer (64,4% contro 45% dei Millennial), le due generazioni sono pressoché identiche su aspetti chiave come la cura di sé (57% per la Gen Z contro 57,6% per i Millennial) e il ricorso alla terapia psicologica (66,4% per Gen Z e 68% per i Millennial).

A dispetto della comune apertura dei giovani italiani verso il supporto psicologico, gli Zoomer ritengono di scontare un ritardo rispetto ai Millennial (39,9% contro 30,3% dei Millennial) superabile solo promuovendo un cambiamento culturale, economico e sociale. Ad affliggere gli Zoomer sarebbe, in primis, la cosiddetta ‘trappola digitale’ ovvero la forte propensione a fare ‘doomscrolling’, scorrendo in modo compulsivo notizie e contenuti negativi su siti di informazione (18,8% della Gen Z contro 10,6% dei Millennial). Per non parlare della maggiore difficoltà a disconnettersi dai social (45,1% contro 38,2% dei Millennial) e, soprattutto, della diffusa insoddisfazione economica (51,4% contro 46,6% dei Millennial). Le criticità maggiori, infine, si registrano nel Sud Italia dove la maggioranza degli appartenenti alla Gen Z, oltre ad avvertire un evidente disagio economico (59,9%), ritiene che la propria vita sia peggiore di come l’aveva immaginata (68,6%). Sogni infranti.


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