Marche

non si fa nel cimitero di Tavernelle, al suo posto tombe di famiglia

ANCONA Dopo la mozione approvata in Consiglio comunale lo scorso marzo, la giunta ha ufficializzato nelle scorse ore lo stop al progetto del crematorio di Tavernelle. Con una delibera, infatti, il governo di Palazzo del Popolo ha dato mandato agli uffici di provvedere al congelamento dei contratti in essere con i due appaltatori incaricati di realizzare l’impianto di cremazione – l’ascolana Ubaldi per i lavori edilizi e l’emiliana Ciroldi – in attesa del completamento dell’iter che porterà all’individuazione del nuovo sito dove costruire il contestato forno. Un lavoro già in parte cominciato, con il Comune che ha stilato degli indirizzi per la nuova localizzazione ed ha già cominciato a vagliare delle ipotesi primordiali.

I tempi

L’obiettivo resta quello di chiudere entro fine anno il procedimento amministrativo necessario a selezionare ufficialmente la nuova area, così da poter avviare il cantiere entro i primi mesi del 2027. Prima, però, bisogna fissare negli atti un intendimento che finora era rimasto sospeso negli accordi verbali tra il sindaco e i referenti delle due imprese, entrambe con ancora in mano un contratto d’appalto valido e in attesa di poter prestare il servizio per cui sono state selezionate. Gli uffici dovranno ora notificare alle due aziende la sospensiva ufficiale dei contratti, prevista dal Codice degli Appalti, fino all’individuazione della nuova localizzazione. Entro le prossime settimane la richiesta della giunta sarà trasformata in realtà dagli uffici. Quanto al nuovo sito, l’obiettivo è quello di individuare un’area che non abbia gli stessi problemi di Tavernelle, dove il Comune ha scelto di fare un passo indietro – nonostante avesse ricevuto tutte le autorizzazioni ambientali – dopo la mobilitazione del quartiere, che era arrivato a raccogliere 4mila firme contro la realizzazione dell’impianto. I tecnici di Palazzo del Popolo stanno ora cercando un’area il più isolata possibile nella campagna anconetana dove stabilire – tramite una variante urbanistica semplificata – un nuovo cimitero.

Secondo la normativa nazionale di Polizia mortuaria, infatti, i crematori possono essere costruiti solo all’interno del perimetro cimiteriale e nessuno dei 13 campisanti oggi esistenti ad Ancona ha le giuste caratteristiche di distanza dall’abitato e spazio libero necessario ad ospitare l’impianto. La variante urbanistica sarà però semplificata perché si sta cercando un’area che sia già destinata all’uso pubblico, così da poter mettere in campo una procedura di modifica che richiederà al massimo 6 mesi e non l’anno che ci vorrebbe invece per una variante radicale, che include l’uso per la pubblica utilità in una zona dove questo non è previsto. L’area selezionata sarà poi sottoposta al parere di Armap e Università per ottenere un parere che rassicuri ulteriormente la comunità, evitando la replica di quanto già accaduto.

L’alternativa

Quanto a Tavernelle, la giunta ha anche trovato una finalità alternativa all’area che era stata individuata per la costruzione del crematorio, al centro del cimitero monumentale. Qui verranno infatti realizzare delle nuove tombe di famiglia, dando così una risposta anche al cronico sovraffollamento del camposanto più grande di Ancona.




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