dallo scontro ad uno sguardo al futuro
Ci sono giorni nella nostra vita che forse non si dimenticano facilmente, perché accadono “avvenimenti, circostanze e fatti” che rimangono impressi nella memoria, per non dire nella storia non solo degli “addetti ai lavori”, ma di tanti e tanti cittadini, uomini e donne, giovani e meno giovani.
Uno di questi giorni è stato certamente domenica 12 aprile 2026. È stata una giornata ricca di eventi sul piano internazionale, basti pensare al Torneo di Tennis di Montecarlo, dove l’italiano Jannik Sinner oltre a vincere la Coppa è tornato ad essere il n° 1 del tennis mondiale.
In Ungheria le elezioni politiche hanno determinato la caduta del Presidente Orban dopo 16 anni di Governo, e si è registrato il trionfo dell’opposizione con una maggioranza che può modificare la Costituzione magiara. Queste elezioni sono state seguite con particolare attenzione e interesse da Stati Uniti, Paesi dell’Unione Europea, Russia e Cina, e i risultati sono materia di valutazione per come potranno incidere sulle scelte future delle singole realtà.
Inoltre il 12 aprile, era la vigilia della partenza di uno storico viaggio di Papa Leone XIV in quattro Stati dell’Africa, e durante l’Angelus domenicale da San Pietro ha invitato a pregare per la sua missione pastorale perché si debba sperare e operare al fine di “creare sempre ponti per costruire la pace e la riconciliazione”.
Nella notte fra domenica e lunedì (negli Stati Uniti era sera), il Presidente Donald Trump con un post sul suo social Truth e con dichiarazioni in TV, ha attaccato Leone XIV in un modo virulento che non ha precedenti a memoria d’uomo.
Il primo Papa americano nel corso dei mesi passati ha rivolto continuamente accorati appelli per la pace e ha criticato con fermezza la guerra in Iran e in Libano.
Le invettive di Trump hanno fatto impressione tanto da affermare che il Papa: “È un debole nei confronti della criminalità, è pessimo in politica estera, se non fossi alla Casa Bianca non sarebbe al Vaticano”, oltre ai tanti concetti offensivi e denigratori presenti nel lungo e provocatorio comunicato.
Il Santo Padre ha commentato queste parole mentre era in volo per l’Algeria, la prima tappa della visita pastorale in Africa dichiarando: “Non ho paura dell’Amministrazione Trump né di parlare ad alta voce del messaggio del Vangelo. Continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra, cercando di promuovere la pace, favorendo il dialogo e le relazioni multilaterali tra gli Stati per cercare soluzioni giuste ai problemi. Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui.”
I commenti e le prese di posizione di critica a Trump e di solidarietà e sostegno al Papa hanno caratterizzato i media di tutto il mondo nei giorni successivi, ma è difficile conoscere e spiegare i perché delle motivazioni che hanno indotto questo scontro contro Leone XIV.
L’attuale Presidente degli Stati Uniti viene descritto come imprevedibile e instabile, e il desiderio di onnipotenza è sempre presente con comportamenti molto discutibili e insofferenti alle regole, come: “la volontà di destabilizzare le istituzioni di diritto internazionale (es. Corte Penale), l’ONU e l’Unione Europea, la religione usata come arma polemica nello scontro politico, la forza scambiata per verità, chi non si allinea diventa un bersaglio”, questi alcuni degli argomenti che vengono utilizzati nelle situazioni complesse da governare.
Ci sono alcune scelte di Trump che sorprendono, e vanno richiamate per capire come le sue decisioni, spesso controverse, siano difficili da interpretare. Un riferimento è utile tenere presente: le immagini postate sul social di sua proprietà, create dall’Intelligenza Artificiale, come quelle che lo vedono vestito da Papa, oppure quella foto che ritrae Gesù Cristo accanto al Presidente, rappresentano un forte impatto simbolico e politico, che va oltre l’immaginazione. Le polemiche, il dissenso, le critiche e le prese di posizione non sono mancate, ma l’ossessione di Trump per la religione e l’uso che se ne può fare per fini propagandistici è notevole e il cinismo non manca.
Mentre il conflitto bellico in Medio Oriente, oltre alla guerra in Ucraina, che coinvolge direttamente Iran, Israele, Stati Uniti e Libano, ancora non trova una giusta composizione con ripercussioni regionali (Italia compresa) e globali su economia, energia e sicurezza, viene il dubbio che sia in atto una ricerca per capire come sarà il nostro domani e che mondo avremo. Può sembrare uno scontro simbolico sul futuro della nostra civiltà, con due linguaggi e modi di essere, due visioni del mondo: da un lato la forza, la pressione e l’idea di avere sempre ragione e dall’altro la pace, la mediazione, l’autorità morale, queste sono le posizioni.
Ecco perché l’umanità ha bisogno di pace, di giustizia, di libertà e di democrazia, la guerra non può condizionare milioni di uomini e di donne, è necessario un nuovo corso della storia!
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





