tempi più lunghi, ma il Comune non si ferma
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Stavoli guarda avanti. Il borgo di Moggio Udinese, a 588 metri nelle Prealpi Giulie e raggiungibile solo a piedi, attende il ritorno della sua teleferica dopo lo stop seguito alla tragedia del 10 giugno 2018, quando perse la vita Pietro Zilli.
Da allora il percorso è stato lungo: prima il lutto, poi le procedure e l’avvio dei lavori di riqualificazione nel 2021. Oggi il progetto prosegue. I tempi si sono allungati, ma la sindaca di Moggio Udinese Martina Gallizia è chiara: «L’opera non è bloccata, proprio perché crediamo nel nostro territorio. La teleferica verrà realizzata, lo abbiamo già condiviso con l’associazione Amici di Stavoli APS a seguito di un incontro alcuni mesi fa». La prima cittadina spiega anche le ragioni dei ritardi: «Ci siamo ritrovati in questa situazione *con pratiche parzialmente avviate dalla precedente amministrazione. Il costo complessivo dell’opera, oltre alla normativa su strutture di questa complessità, hanno portato a questi tempi dilatati»* . Il passo successivo sarà l’affidamento della progettazione esecutiva, cui seguirà il nuovo appalto per il completamento dell’opera.
Il costo complessivo ha raggiunto i 372mila euro (192mila per il primo lotto e 180mila per il secondo) ben oltre le previsioni iniziali. Di questi, soltanto 70mila arrivano da un contributo regionale, mentre 302mila euro gravano sulle casse comunali. Una scelta impegnativa, che l’amministrazione ha deciso comunque di sostenere. Anche la gestione futura dell’impianto è già stata ipotizzata: previa Convenzione, potrà essere affidata proprio all’associazione Amici di Stavoli Aps, dopo un apposito corso di formazione obbligatorio per coloro che la utilizzeranno.
A ribadire l’urgenza è anche il consigliere regionale Stefano Mazzolini. «Se ci sono problemi vanno risolti, la teleferica va fatta a tutti i costi e quanto prima», spiega.
Intanto il borgo continua a vivere e a rilanciarsi. Dal 2 al 3 maggio si terrà “Intrecci”, la rassegna di Uponadream che trasforma uno dei luoghi più isolati d’Italia in un laboratorio creativo tra arte, artigianato e comunità.
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