Calabria

Omicidio Zupo a Gerocarne, arresti dopo 14 anni: la svolta della Dda

A distanza di 14 anni emerge una svolta nelle indagini sull’omicidio di Antonino Zupo, ucciso il 22 settembre 2012 a Gerocarne, nel Vibonese. L’operazione condotta dalla Dda di Catanzaro e dai Carabinieri ha portato all’arresto di diversi indagati.

Il contesto mafioso

Il delitto, avvenuto in contrada Comunella, si inserisce nello scontro tra il clan Emanuele, al quale la vittima apparteneva, e il contrapposto clan Loielo. Zupo fu ucciso all’interno della propria abitazione mentre si trovava agli arresti domiciliari.

Mandante ed esecutore

Secondo la ricostruzione della Dda, il mandante dell’omicidio sarebbe Rinaldo Loielo, 35 anni, di Gerocarne, figlio del boss Giuseppe Loielo, ucciso nel 2002. Come esecutore materiale è stato arrestato Cristian Loielo, 38 anni.

Sono inoltre accusati di aver partecipato alla pianificazione del delitto Filippo Pagano, 35 anni, di Soriano Calabro, e Francesco Alessandria, 55 anni, di Sorianello. Risulta indagato anche Valerio Loielo, 32 anni, fratello di Rinaldo.

La dinamica

L’omicidio sarebbe maturato dopo tre precedenti agguati falliti. Il giorno del delitto, il sicario si sarebbe fatto aprire la porta dell’abitazione per poi esplodere diversi colpi di pistola contro Zupo, all’epoca 31enne, ritenuto reggente del clan Emanuele.

La vittima stava scontando ai domiciliari una condanna a 14 anni per traffico di droga.


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