Business migranti. "Fingetevi gay per ottenere l'asilo"
Insegnavano ai migranti con il permesso di soggiorno in scadenza a fingersi gay per rimanere nel Regno Unito. E’ quanto ha scoperto un giornalista della BBC, che è riuscito ad infiltrarsi nel giro costituito da un gruppo di società di consulenza legale che, in cambio di lauti compensi, offrivano un corredo di false prove, comprese lettere di supporto, fotografie e relazioni mediche in grado di dimostrare che il richiedente asilo in questione era omosessuale e che far ritorno nel suo Paese d’origine l’avrebbe messo in pericolo di vita. In questi casi infatti, il Regno Unito garantisce il permesso di soggiorno e questo genere di richieste costituiscono ormai il 35% delle domande di asilo. Peccato che molte non siano veritiere, come ha rivelato l’inchiesta dell’emittente televisiva. I migranti che si rivolgono all’industria della falsificazione non sono tanto quelli appena arrivati sui barconi, ma cittadini del Pakistan e del Bangladesh in possesso di un permesso per motivi di studio, lavoro o turismo che sta per scadere. Il giornalista della BBC si è finto uno studente internazionale ed ha scoperto che una società arrivava a far pagare fino a 7mila sterline per presentare una richiesta d’asilo falsa, promettendo che la percentuale di rifiuto da parte dell’ Home Office era molto bassa. Venivano presentati anche dei rapporti medici in cui si asseriva che il soggetto era depresso e persino sieropositivo. Una consulente si vantava di aver trascorso più di 17 anni aiutando a confezionare false prove e dichiarava di poter trovare qualcuno disposto a dichiarare di aver avuto una relazione sessuale con il suo cliente. Anche dichiararsi ateo, in certi Paesi può essere pericoloso e questo è il secondo motivo spesso addotto dai richiedenti. Il giornalista ha avuto una prima consultazione dove la consulente che lavorava per Worcester LGBT, un’associazione di supporto ai migranti omosessuali , gli ha spiegato come funzionano le procedure dell’ Home Office. Spesso le interviste durano anche ore, ma che non esistono controlli per verificare se uno sia effettivamente gay o stia fingendo. Quindi la cosa più importante è la preparazione e le prove a supporto che vengono presentate di cui si occupa la società di consulenza. Gli avvocati imbroglioni che facilitano gli abusi del sistema di accoglienza dovranno affrontare le piene conseguenze legali ha dichiarato ieri il ministro agli Interni Shabana Mahmood subito dopo la diffusione della notizia. Fatemi essere chiara su questo – ha detto ancora – tentare di ingannare i britannici per entrare o rimanere nel Paese ha un solo risultato. La richiesta verrà rifiutata, il supporto immediatamente sospeso e chi fa una cosa simile si ritroverà immediatamente su un volo di sola andata che lo riporta in Patria.
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