Pellegrino (AVS) sulle rievocazioni storiche
16 aprile 2026 – ore 18:00 – “Ho sostenuto attivamente la legge regionale 16/2025 sulle rievocazioni storiche, considerandola un passaggio fondamentale per la valorizzazione del capitale culturale, sociale e turistico del Friuli Venezia Giulia. Tra i risultati ottenuti, anche l’inserimento di un comitato tecnico-scientifico, elemento essenziale per garantirne il rigore storico”. Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della discussione in V Commissione sul parere relativo all’Avviso pubblico per l’organizzazione e la promozione delle manifestazioni di rievocazione storica del Friuli Venezia Giulia per l’anno 2026.
“La legge è stata il frutto di un consenso ampio, quasi unanime, da parte del Consiglio regionale e rappresenta uno strumento strategico di grande valore per la tutela del patrimonio immateriale e per la promozione turistico-culturale della nostra regione. Proprio per questo – prosegue Pellegrino – ho ritenuto opportuno segnalare due criticità che rischiano di limitarne l’efficacia, penalizzando in particolare le piccole e medie realtà associative. La prima riguarda il tetto del 5% previsto per le spese di funzionamento, che potrebbe rivelarsi troppo basso per associazioni che sostengono costi fissi rilevanti, come
assicurazioni e canoni di locazione per i depositi necessari a custodire scenografie e costumi durante l’anno”.
“La seconda – prosegue la nota – concerne il criterio che richiede un sostegno economico pari o superiore al contributo regionale richiesto: in questo modo, la prima fascia di accesso, prevista per domande comprese tra 25.000 e 35.000 euro, rischia di essere riservata a pochissime realtà, escludendo manifestazioni locali più piccole, ma profondamente radicate nel territorio e meritevoli sotto il profilo storico e culturale”.
“Considerato che si tratta di un bando ponte – conclude Pellegrino – ho inoltre richiesto che la Commissione venga costantemente informata sugli sviluppi e sugli esiti della sua
applicazione, così da poter intervenire con eventuali rimodulazioni nei bandi successivi, anche alla luce della definizione dei regolamenti attuativi definitivi”.




