Liguria

Scontri per il derby di Coppa Italia: 5 ultras blucerchiati chiedono la messa alla prova, in 6 faranno l’abbreviato


Genova. Nessuno degli 11 ultras della Sampdoria arrestati o sottoposti a obblighi per gli scontri del derby di Coppa Italia del settembre 2024 andrà a processo. Questa mattina gli 11 (assistiti fra gli altri dagli avvocati Matteo Carpi, Pietro Bogliolo e Antonio Rubino) davanti alla giudice per l’udienza preliminare Angela Nutini hanno fatto richiesta di riti alternativi.

In cinque hanno chiesto la messa alla prova (che all’esito di uno specifico programma di lavori di pubblica utilità consente l’estinzione del reato) e gli altri sei hanno chiesto il rito abbreviato. Per tre delle cinque richieste di ‘map’ la pm Monica Abbatecola ha dato parere negativo quindi la giudice ha chiesto agli imputati di presentare un programma dettagliato prima di dare il via libera.

A tutti nel frattempo è stata revocata la misura cautelare. Gli 11 tifosi sono accusati a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale aggravata, porto d’armi e violazione di Daspo. Uno di loro è tuttora latitante. L’udienza è stata rinviata al 1 ottobre.

Il giorno del derby c’era stato un primo episodio intorno alle 14, vicino allo stadio: le due tifoserie avevano provato ad affrontarsi ma le forze dell’ordine si erano messe in mezzo.
Alcuni ultrà avevano reagito lanciando bottiglie, usando bastoni e segnali stradali contro la polizia e i carabinieri schierati.

Poco prima della fine del match, in strada, si era scatenata una guerriglia urbana provocata dall’esposizione allo stadio degli striscioni storici che le tifoserie si erano rubati in primavera dopo una serie di aggressioni tra piccoli gruppetti di supporter. I tafferugli e gli scontri erano andati avanti fino a poco dopo le 23. Alla fine erano rimasti contusi 38 agenti.




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