Scolmatore del Bisagno: polvere, camion e strade sporche. Linea Condivisa all’attacco: “Regione intervenga subito”

Genova. Sono circa duecento i camion che ogni giorno fanno la spola tra il cantiere dello scolmatore in zona Ex macelli e la cava Montanasco di Molassana, trasportando lo smarino prodotto dalla grande talpa che sta scavando la galleria sotterranea per la messa in sicurezza idraulica della vallata. E non senza disagi per i quartieri attraversati: traffico, polvere e strade sporche.
A denunciarlo, attraverso una nota stampa congiunta, il consigliere regionale Gianni Pastorino e la consigliera comunale Erika Venturini: “Nessuno mette in discussione l’utilità dello scolmatore. È un’opera necessaria, attesa da anni, che riguarda la sicurezza di tutta la città. Ma quello che sta accadendo oggi in Valbisagno non è più accettabile. Parliamo di un passaggio continuo di camion – circa 200 al giorno – su una viabilità che non è in grado di reggere questo carico. E non è un dato astratto: i cittadini vedono mezzi bloccati nelle rotatorie, materiale che cade lungo la strada, carreggiate sporche di terra e detriti. Ieri mattina l’accesso alla cava era in condizioni tali da rappresentare un rischio per la sicurezza stradale. Questo non è normale”.
Poi c’è il tema dell’aria. “Nei giorni di vento, dalla zona di stoccaggio si solleva una quantità di polvere che rende difficile anche respirare. È quello che raccontano le persone che vivono lì, ed è quello che si vede. Se i dati ufficiali dicono che è tutto nella norma, come si spiega questa situazione? – si chiedono i consiglieri – Il lavaggio delle ruote dei camion, che dovrebbe evitare proprio la dispersione di materiale sulle strade, dov’è? Perché se fosse davvero funzionante, non ci troveremmo con queste condizioni ogni giorno”
“Il cantiere dello scolmatore è sotto la regia pubblica della struttura commissariale e quindi della Regione. Non basta dire che esistono controlli o monitoraggi. Serve che questi controlli siano visibili, efficaci e continui, perché oggi quello che emerge è una distanza evidente tra ciò che viene dichiarato e ciò che accade sul territorio. Per questo chiediamo che si intervenga subito, senza ulteriori rinvii, per ristabilire condizioni accettabili di sicurezza e vivibilità – concludono Pastorino e Venturini – Non si può chiedere a un territorio di sopportare tutto questo senza garantire che ogni misura possibile venga davvero applicata”.
“Le grandi opere si fanno, ma si fanno bene. E si fanno rispettando le persone che vivono accanto ai cantieri. Oggi in Valbisagno questo equilibrio è saltato. E la Regione ha il dovere di ristabilirlo – concludono – In Comune è già stata richiesta la convocazione di una commissione per affrontare nel merito sia la situazione dello scolmatore sia quella dell’ex cava Cavalletti, insieme a un rafforzamento dei controlli da parte della polizia locale. Alla luce di quanto sta accadendo, diventa fondamentale garantire un monitoraggio costante, che non si limiti ai dati formali ma sia in grado di restituire davvero le condizioni in cui vivono i cittadini. Allo stesso modo, anche in Regione lavoreremo per ottenere una commissione ad hoc, perché su questa vicenda serve piena chiarezza”.




