Trovato morto nella cella frigorifera, rinviata la consegna dei risultati dell’autopsia | isNews
Lo rivela il legale della famiglia di Andrea Costantini, che non ha mai creduto all’ipotesi del gesto volontario e continua a chiedere di indagare per omicidio o istigazione al suicidio
CAMPOBASSO. Trovato morto nella cella frigorifera del supermercato di Termoli dove lavorava, il professor Cristian D’Ovidio, incaricato dal Gip di Larino Rosaria Vecchi di svolgere l’autopsia sul corpo di Andrea Costantini, ha presentato istanza di proroga per il deposito degli accertamenti effettuati dopo la riesumazione del corpo dell’uomo. A renderlo noto è l’avvocato Piero Lorusso, legale dei genitori di Costantini.
“Accogliamo con favore questa richiesta – le parole del legale – perché si tratta di indagini peritali assai complesse soprattutto per il fatto che l’autopsia è stata disposta 4 mesi dopo la morte di Andrea e il cadavere era già in avanzato stato di decomposizione”.
I genitori di Costantini non hanno mai creduto all’ipotesi del suicidio e con una denuncia ha avanzato anche le ipotesi di omicidio volontario, omicidio colposo o di istigazione al suicidio. “Alla luce di quanto abbiamo denunciato – conclude l’avvocato – diventa indispensabile procedere anche a tutti gli ulteriori accertamenti che abbiamo chiesto e in particolare l’esame del Dna, l’esame sul sangue presente sulla scena del crimine e l’analisi forense sul cellulare della vittima e dei parenti”.
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